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Xylella, sequestrati tutti gli ulivi da abbattere: 10 indagati.

I reati contestati vanno dalla diffusione colposa di una malattia delle piante alla distruzione o deturpamento di bellezze naturali. C’è anche il commissario straordinario

Xylella, sequestrati tutti gli ulivi da abbattere: 10 indagati.

Redazione

19 Dicembre 2015 - 17.00


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di Tiziana Colluto.

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Svolta nell’inchiesta della Procura di Lecce sulla diffusione del batterio Xylella fastidiosa.
Sono dieci i nomi che sono stati iscritti sul registro degli indagati. Tra
loro, oltre a funzionari della Regione Puglia, ricercatori del Cnr e dello Iam
e componenti del Servizio Fitosanitario centrale, c’è anche Giuseppe Silletti,
comandante regionale del Corpo Forestale, nelle vesti di commissario
straordinario per l’emergenza fitosanitaria. Rispondono dei reati di
diffusione colposa di una malattia delle piante, inquinamento ambientale
colposo, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti
pubblici, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze
naturali.

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I nomi sono riportati nel decreto
con cui le pm Elsa
Valeria Mignone e Roberta Licci
dispongono il sequestro
preventivo d’urgenza di tutte le piante di ulivo interessate dalle operazioni
di rimozione immediata come previsto dal Piano
Silletti
e individuate nell’ordinanza del commissario del 10
dicembre scorso. Sotto chiave sono finiti anche tutti gli ulivi interessati
dalla richiesta di rimozione volontaria “sulla base del verbale dell’Ispettore
fitosanitario, in cui si rileva la presenza di sintomi ascrivibili a Xylella
fastidiosa”, in esecuzione alle previsioni della nota di Silletti del 3
novembre scorso. Inoltre, sono sequestrate tutte le piante di olivo già
destinatarie dei provvedimenti di ingiunzione e prescrizione di estirpazione di
piante infette emessi dall’Osservatorio
fitosanitario regionale
. Su quei terreni, ad ogni modo, si
consente qualunque intervento colturale che non sia il taglio degli alberi al
colletto del tronco o la loro eradicazione.

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Il decreto è stato notificato a
Silletti nel pomeriggio del 18 dicembre dagli agenti del Nucleo ispettivo del Corpo Forestale
dello Stato
.

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Gli altri indagati sono l’ex e
l’attuale dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale, Antonio Guario e Silvio Schito;
Giuseppe D’Onghia, dirigente del Servizio Agricoltura Area politiche per lo
sviluppo rurale della Regione Puglia; Giuseppe
Blasi,
capo dipartimento delle Politiche europee e
internazionali e dello sviluppo rurale del Servizio fitosanitario centrale; Vito Nicola Savino,
docente dell’Università di Bari e direttore del Centro di ricerca Basile
Caramia di Locorotondo; Franco
Nigro
, docente di Patologia vegetale presso Università di Bari;
Donato Boscia,
responsabile della sede operativa dell’Istituto per la protezione sostenibile
delle Piante del Cnr; Maria
Saponari
, ricercatrice presso lo stesso istituto del Cnr; Franco Valentini,
ricercatore presso lo Iam di Valenzano.

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Nelle 58 pagine di decreto, viene
ripercorsa l’intera vicenda, a partire dalla prima segnalazione dei sintomi di disseccamento degli ulivi,
già dal 2004-2006 e poi nel 2008. All’inizio, però, si attribuirono le cause
solo alla lebbra dell’olivo, per la quale, tra il 2010 e il 2012, sono stati
anche avviati campi sperimentali “per testare prodotti non autorizzati” per
combattere la malattia e per il diserbo degli oliveti con fitofarmaci Monsanto. Nelle
varie tappe anche i primi convegni italiani su Xylella, come quello
nell’ottobre 2010 presso lo Iam di Bari.

Infine, le analisi, fatte svolgere
dalla Procura su ulivi
di San Marzano (Ta)
e
Giovinazzo (Ba)
, con gli stessi sintomi delle piante salentine.
Hanno dato esito negativo. E per gli inquirenti questa è la prova per cui “la
sintomatologia del grave disseccamento degli alberi di ulivo non è
necessariamente associata alla presenza del batterio, così come d’altronde non
è , ancora allo stato, dimostrato che sia il batterio, e solo il batterio, la
causa del disseccamento”.

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