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Sciopero generale. Il governo turco: “illegale, lo reprimeremo”

I sindacati di sinistra scioperano per i diritti, contro la repressione e contro le politiche liberiste di Erdogan. Che minaccia di impedire lo sciopero con la forza.

Sciopero generale. Il governo turco: “illegale, lo reprimeremo”

Redazione Modifica articolo

17 Giugno 2013 - 21.28


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di Marco Santopadre.

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I sindacati di sinistra incrociano le braccia per la difesa dei diritti,
contro la repressione e contro le politiche liberiste del governo
Erdogan. Che minaccia di impedire lo sciopero con la forza.

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Gli aggiornamenti

21.00 – Ancora
marce notturne contro il governo in numerose città, mentre da poco sono
iniziate le proteste delle luci – accese e spente in maniera frenetica
negli appartamenti – delle pentole sbattute le une contro le altre o dei
clacson. Modi in cui la popolazione dei quartieri popolari di Istanbul
così come di altre città esprimere la propria contrarietà al governo e
alla repressione selvaggia scatenata contro i manifestanti.

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20.00 – Mentre
scontri sono in corso in alcune zone di Istanbul, manifestazioni di
protesta contro il governo si stanno tenendo nel centro di Ankara, di
Çanakkale, di Eskisehir e Kocaeli. A Izmir oggi una grande
manifestazione di lavoratori e giovani ha sfilato nella terza città del
paese senza che si verificassero scontri.



18.55 – Scontri anche a Sisli, a nord di Taksim, dove la Gendarmeria (la Polizia militare) ha attaccato di nuovo i manifestanti.

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18.45 – Nonostante
il fermo della metropolitana e i posti di blocco della polizia in vari
punti alla manifestazione in via Istiklal continuano ad arrivare
lavoratori, giovani e attivisti, al grido di ”Taksim dappertutto,
Resistenza dappertutto”.

18.30 – Testimoni
oculari hanno denunciato che dopo che la polizia ha attaccato gli
scioperanti a Rumeli a dare manforte agli agenti sono arrivati una
ventina di persone in abiti civili che hanno picchiato alcuni
manifestanti al grido di “Chi tocca i nostri poliziotti si romperà le
mani”…

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18.10 – In
diversi punti di Istiklal Caddesi la folla canta slogan a pochi metri
dai cordoni di polizia, in particolare davanti alla sede del Consolato
Francese.

18.00 – La linea
della metropolitana che attraversa il centro di Istanbul è stata
improvvisamente chiusa in molte stazioni, per evitare che i manifestanti
già in strada vengano raggiunti dai lavoratori o dai giovani che non
hanno potuto aderire allo sciopero ma che erano intenzionati a
raggiungere le proteste dopo le lezioni o il lavoro.

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17.50 – Cariche
della polizia anche contro il corteo dei lavoratori nel quartiere di
Pangalti. Sempre la stessa scena: idranti, gas lacrimogeni, granate
stordenti. E se non basta proiettili di gomma e spray al peperoncino…

17.35 – La
polizia ha caricato violentemente migliaia di manifestanti che sul
viale Istiklal lanciavano slogan contro il governo e la repressione,
all”altezza del Consolato Francese. I dimostranti hanno indietreggiato
ma poi si sono riuniti di nuovo ed hanno ripreso a marciare verso
Taksim. Altri cortei sono arrivati nel frattempo ad ingrossare la
manifestazione principale. La gente grida ”Taksim è nostra, Istanbul è
nostra”. 

17.30 – Violenta
carica della polizia contro un corteo di manifestanti nel quartiere di
Osmanbey, dove stamattina le autorità avevano chiuso la locale stazione
della metropolitana.

17.25 РAnche nel quartiere di Pangalti il corteo dei sindacati ̬ stato bloccato dai cordoni della Polizia.

17.20 –
Un imponente cordone di poliziotti in tenuta antisommossa e di Toma forniti di idranti sbarrano la strada a Piazza Taksim.

17.00 –
La folla di lavoratori e giovani è aumentata man mano che nei punti di
concentramento a nord e sud di Taksim arrivavano i cortei provenienti
dagli altri quartieri. Dopo alcune conferenze stampa e interventi dei
vari portavoce delle sigle promotrici dello sciopero generale, migliaia
di persone sono riuscite ad imboccare da sud Istiklal Caddesi, il lungo
viale che conduce a Piazza Taksim, cantando slogan contro il governo,
contro la repressione, contro le politiche economiche liberiste.
16.45
– Il Partito repubblicano del Popolo (CHP, nazionalisti repubblicani)
all”opposizione in Turchia ha diffuso alcune cifre che danno l”idea
della violenta repressione delle forze dell”ordine contro i manifestanti
antigovernativi. In due settimana di proteste la polizia avrebbe
sparato circa 150mila capsule di gas lacrimogeni e 3mila tonnellate di
acqua a pressione dagli idranti. Il partito assicura che i dati
provengono da fonti di polizia e denuncia “gli attacchi indiscriminati
contro donne, giovani, anziani e disabili”. I dati sono più gravi alla
luce del fatto che si riferiscono alla repressione precedente al 15
giugno, prima cioè dello sgombero violento di piazza Taksim e del parco
Gezi.

16.40
– Oltre a Istanbul e Ankara, manifestazioni dei sindacati per lo
sciopero generale sono in corso a Adana, Manisa, Antalya, Samsun,
Balıkesir, Çorum, Gaziantep, Kocaeli, İstanbul, Izmir.

16.35
– Così come nel quartiere più a nord di Sisli, a Karakoy i cordoni di
polizia rinforzati da barriere e blindati non permettono ai lavoratori
di muoversi verso Piazza Taksim. I lavoratori gridano slogan contro la
polizia e la dittatura.

16.30 – In alcune
strade del centro di Istanbul le persone che lavorano in alcuni negozi
sono usciti in strada e gridano “La ragione è nostra, vinceremo”.

16.20 – Sono
molte migliaia i lavoratori del settore pubblico e gli operai che
insieme alle attiviste dei collettivi femministi e di altre
organizzazioni popolari, si sono riuniti all”altezza del Tunnel a
Karakoy per poi tentare di marciare verso Taksim. La gente alle finestre
delle case di tutto il centro di Istanbul grida slogan e batte le
pentole sulle ringhiere per fare rumore in segno di solidarietà con lo
sciopero generale.
16.00 –
Migliaia di lavoratori stanno manciando in vari cortei in diversi
quartieri del centro di Istanbul, controllati a vista da un enorme
dispiegamento di poliziotti in assetto antisommossa.


15.41 – Molte
migliaia di lavoratori si sono radunati davanti alle sedi del sindacati
DISK a Istanbul, nel quartiere di Sisli, e all”altezza del Tünel nel
quartiere di Karaköy, verso il Corno d”Oro. Ad Ankara i sindacati stanno
iniziando un”altra manifestazione di protesta dopo quella di questa
mattina.

 15.50 – Secondo
l”Associazione degli Avvocati Turchi gli arresti effettuati dalla
polizia ieri ad Ankara sarebbero 116 se non 56 come sembrava in un primo
momento. Molte le persone arrestate durante l”assalto della polizia al
corteo funebre di Ethem Sarisülük, vietato dalle autorità in quanto
ritenuto una ”manifestazione politica non autorizzata”.
15.30 – L”attivista
dei collettivi studenteschi di Ankara Dilan Dursun, ferita gravemente
ieri alla testa da un lacrimogeno sparato dalla polizia e operata ieri, è
ancora in terapia intensiva e in gravi condizioni.

14.30 – Il noto regista turco-tedesco Fatih Akin ha
rivolto un appello al presidente della Repubblica di Turchia, Abdullah
Gul, chiedendogli di mettere fine all”uso eccessivo della violenza da
parte della polizia contro i manifestanti di Gezi Park. “Mi rivolgo a
tutti quelli che hanno una coscienza – ha scritto Akin in una lettera
aperta a Gul, pubblicata sul quotidiano tedesco Hamburger Morgenpost –
affinché fermino questa violenza”. Il regista de ”La sposa turca”,
vincitore dell”Orso d”Oro al Festival di Berlino del 2004, ha quindi
elencato una serie di episodi avvenuti in questi giorni in Turchia,
dall”uso di gas urticanti all”arresto di medici che curavano i
manifestanti, al caso di un 14enne con un”emorragia cerebrale causata da
una spoletta di gas lacrimogeno lanciata dagli agenti. “La polizia
interviene con tonnellate di gas lacrimogeno, con idranti, con
pallottole di gomma in modo indiscriminato”. “Solo 10 anni fa, lei e il
suo partito – scrive Akin a Gul – combattevante per i diritti e le
libertà fondamentali. Non dovreste essere voi, quindi, a capire al
meglio questa societa”? Non voglio pensare che abbiate rimosso la maglia
della coscienza quando avete indossato quella del governo, come hanno
fatto altri”.

14.15 –
Mentre
ad Istanbul, nonostante le minacce da parte del governo di ricorrere
anche all”esercito contro i manifestanti, i sindacati mantengono
l”appuntamento per un grande corteo diretto a Taksim, ad Ankara gli
appuntamenti per il pomeriggio sera sono due: alle 19.00 al Güven Park e
alle 21.00 in Viale Kennedy.

14.05 – Per ordine della polizia è stata chiusa poco fa la stazione della metropolitana di Osmanbey, nel centro di Istanbul. 

13.55 – E”
terminato senza incidenti, e al grido di ”La Resistenza Continua!”, il
presidio di massa organizzato dai sindacati turchi di sinistra e dalle
associazioni professionali progressiste nel centro di Ankara nonostante
la tensione generata dalla forte presenza di polizia e dalle continue
minacce di sgombero. Prima della conclusione, il portavoce del sindacato
Disk Kani Beko aveva chiesto ai partecipanti di rispettare un minuto di
silenzio per ricordare coloro che sono stati uccisi dalla repressione
della polizia durante la resistenza delle ultime settimane.

13.40
– Dichiarazioni minacciose, questa volta da parte del vicepremier turco
Bulent Arinc. “Quel che ci viene richiesto è di intervenire se c”è una
protesta contro la legge. Cӏ la polizia, se non basta cӏ la
gendarmeria, se non basta c”è il Tsk”, cioè l”esercito turco, ha detto
Arinc in un”intervista televisiva. La polizia “userà tutta l”autorità di
cui dispone. Nessuno deve lamentarsi della polizia” ha detto Arinc al
canale televisivo Haber, sostenendo che chi critica la polizia è chi
vandalizza le città. “Le dimostrazioni sono uscite dall”ambito della
protesta per Gezi. Sono uscite dall”ambito della legalità. Non possono
continuare nelle strade, nei quartieri. Saranno immediatamente represse e
i responsabili saranno processati. Penso che le proteste innocenti
cominciate 20 giorni fa siano completamente terminate” ha detto Arinc.

13.00 – La
polizia turca ha bloccato nel centro di Ankara una manifestazione con
almeno mille militanti dei sindacati Kesk e Disk in sciopero. I reparti
antisommossa, appoggiati da blindati e cannoni ad acqua, impediscono ai
manifestanti di avvicinarsi a piazza Kizilay.

12.50 – Imponente
schieramento di polizia a pochi metri dai lavoratori riuniti nel centro
di Ankara che hanno rifiutato di sciogliere la manifestazione e
cantano, saltando, lo slogan “Chi non salta è Tayyip”. Un dirigente del
sindacato Kesk legge ad alta voce il comunicato di proclamazione dello
sciopero.

12.30 – Migliaia
di lavoratori di diversi settori – amministrazione pubblica,
università, scuole, ospedali, poste – insieme ad attivisti di
associazioni e partiti democratici e di sinistra stanno manifestando in
piazza Kolej ad Ankara contro il governo nell”ambito dello sciopero
generale di oggi.

12.20I poliziotti perdono le staffe: https://www.youtube.com/watch?v=-8YbYbX4tPE
12.00
–  Il ministero turco degli Interni e quello della Giustizia stanno
lavorando a una nuova legge che permetterà di indagare su chi pubblica
“provocazioni” o “notizie false” sui social network e, in generale, sul
Web e di metterlo sotto processo. Lo ha annunciato il ministro degli
Interni, Muammer Guler, spiegando ai giornalisti ad Ankara che, in
merito alle proteste antigovernative in corso nel paese, sono state
pubblicate negli ultimi giorni su Twitter e sugli altri social media
molte “informazioni false e piene di provocazioni” e questo ha reso
necessario un intervento del governo.

11.25 –
 I sindacati chiamano i loro aderenti ad Istanbul a partecipare ad un corteo fino a piazza Taksim, a partire dalle ore 16.

11.15 –
Migliaia di lavoratori del settore pubblico e di medici stanno sfilando
dai loro posti di lavoro e dagli ospedali verso Piazza Kolej ad Ankara
dove è stato fissato il concentramento.
11.00 – “Come
organizzazioni del lavoro e associazioni professionali della Turchia da
sempre al fianco della lotta del popolo turco per i suoi diritti, la
giustizia, la libertà e la democrazia, pensiamo sia nostro dovere oggi
assumerci il compito di fermare l”aggressione del governo dell”AKP e la
sua trasformazione in un regime dispotico. Per tutte queste ragioni, il
17 Giugno i nostri membri esprimeranno la loro opposizione a tale
aggressione nei loro luoghi di lavoro e nei servizi e marceranno nelle
piazze centrali delle loro città“. 

DİSK (Confederazione dei Sindacati Rivoluzionari della Turchia)
KESK (Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori del Settore Pubblico)
TMMOB (Unione delle Camere degli Ingegneri e degli Architetti Turchi)
TTB (Associazione dei Medici Turchi)
TDB (Associazione dei Dentisti Turchi)

Il governo contro i sindacati: “sciopero illegale”

“C”é
un tentativo di portare la gente in strada attraverso proteste illegali
come uno sciopero (…) Voglio precisare che non sarà permesso”. La linea
del governo Erdogan non cambia, neanche contro i lavoratori dei due
principali sindacati di sinistra del paese – il Kesk e i il Disk – che
oggi insieme ad alcune associazioni di categoria degli ingegneri, dei
medici, degli avvocati, degli architetti e dei dentisti sono scesi in
sciopero in tutto il paese. 
A minacciare i lavoratori ci ha
pensato questa mattina il ministro dell”Interno turco, Muammer Guler,
che ha definito illegale lo sciopero generale già in corso promettendo
repressione. “Le forze dell”ordine non lo permetteranno” ha detto Guler
durante un intervento ad Ankara.

Nonostante qualche
segnale teoricamente distensivo arrivato alle prime luci dell’alba – la
polizia turca ha tolto il divieto di accedere a piazza Taksim, a
Istanbul, epicentro delle proteste anti-governative – le minacce del
governo contro i lavoratori si sono già tramutate in realtà. Alle prime
ore di oggi le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e cannoni
ad acqua contro i manifestanti riuniti ad Ankara e bloccato migliaia di
attivisti dei sindacati che a Istanbul tentavano di raggiungere il
centro della città. Scontri si sono già verificati stamattina in diversi
quartieri della metropoli sul Bosforo. Gli attivisti dell”opposizione
hanno denunciato che la polizia è di nuovo intervenuta con cannoni ad
acqua e lacrimogeni contro un ospedale vicino a piazza Taksim dove i
manifestanti si erano rifugiati. Gli scontri sono iniziati durante la
notte e non si sono mai fermati finora nella città di Eskişehir, dove si
segnalano numerosi arresti e feriti.

Ma i sindacati
hanno confermato lo sciopero generale dichiarato contro il governo e la
repressione, il secondo da quanto le forze di sicurezza hanno cominciato
a reprimere brutalmente le proteste di piazza pacifiche.

“La nostra richiesta è che la violenza della polizia cessi
immediatamente” ha detto alla France Presse Baki Cinar, il portavoce del
KESK, sigla che rappresenta alcune centinaia di migliaia di lavoratori
che stanno già paralizzando scuole, ospedali e uffici pubblici in tutto
il Paese. ””Il governo dell”Akp ha lanciato un”offensiva contro la
nazione, che rifiuta di abbandonare i suoi diritti e la sua libertà
portando avanti una resistenza continua”” recita il comunicato congiunto
diffuso ieri sera dai cinque sindacati che aderiscono allo sciopero
generale. Oltre al Disk e al Kesk, hanno aderito il Sindacato dei medici
turchi (Ttb), quello degli ingegneri e degli architetti (Tmmob) e
quello dei dentisti (Tdhb). Così come altre associazioni
‘professionali’, seppur non formalmente. I sindacati hanno chiesto
tolleranza e sostegno alla popolazione nelle piazze per una ””Turchia
più giusta, egualitaria, libera e democratica””. ””I membri del Kesk
andranno al lavoro, leggeranno un comunicato e poi scenderanno in
piazza”” aveva avvisato ieri il segretario generale del Kesk Ismail
Hakkı Tombul. 


 

Fonte: http://www.contropiano.org/esteri/item/17368-sciopero-generale-il-governo-turco-%E2%80%9Cillegale-lo-reprimeremo%E2%80%9D

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