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Attentati dell'11/9, nuovi elementi rivelano: sapevano prima

'Nuovi elementi che contestano la versione ufficiale dell''11/9 sono evidenziati dal Consensus911, comitato di 23 esperti e ricercatori internazionali. '

Attentati dell'11/9, nuovi elementi rivelano: sapevano prima

Redazione Modifica articolo

11 Settembre 2015 - 05.27


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A cura del Consensus911.

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NEW YORK 9 settembre
2015 – Quattordici anni dopo gli eventi del l’11 Settembre che hanno cambiato
il mondo, nuovi elementi che contestano la versione ufficiale vengono
evidenziati dal comitato di 23 esperti e ricercatori internazionali.

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Il Comitato  â€œ11/9 Consensus” rende pubblici due nuovi “punti di consenso” che dimostrano
una conoscenza anticipata degli attentati da parte degli  organi di governo USA.

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Il primo di
questi tratta di “Able Danger”
, nome
in codice di un’operazione di Intelligence di primaria importanza guidata dai
generali Hugh Shelton e Peter Schoomaker, comandanti in capo
del Dipartimento delle operazioni speciali (SOCOM).

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“Able Danger” aveva
permesso di scoprire che l’uomo identificato come Mohamed Atta si trovava sul territorio dei Stati-Uniti fin dal
gennaio-Febbraio 2000, cioè 18 mesi
prima
degli attentati, mentre la versione ufficiale data il suo arrivo a giugno 2001.

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Le dichiarazioni
ufficiali affermarono di non sapere che Mohamed Atta si trovava negli USA prima
dell’11/9, mentre un settore essenziale dei servizi segreti USA sapeva
perfettamente che egli si trovava negli Stati Uniti a gennaio-febbraio 2000.

Malgrado questo, “Able
Danger” è stata costantemente ignorata
dai responsabili del governo prima degli attentati; la Commissione ufficiale
non fa cenno a questi dati nel suo rapporto; 
l’Ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha messo nel cassetto
l’intera faccenda.

Louis Freeh,
ex-direttore dell’FBI, si dichiarò
“stupefatto” dell’affermazione della Commissione Ufficiale, la quale aveva
definito queste circostanze come “storicamente insignificanti”.

Il secondo punto di
consenso evidenzia il fatto che l’attacco
contro il Pentagono era previsto in diversi uffici governativi
prima che esso si verificasse
. Diverse esercitazioni
militari
, effettuate prima dell’11/9, implicavano aerei che avrebbero
dovuto schiantarsi contro il Pentagono. Il che dimostra come questo tipo di
attacco non fosse affatto inatteso.

Inoltre, esistono
rapporti pubblicati da diversi giornali, che fanno riferimento a numerose fonti
dei servizi di sicurezza che avvertivano
alti ufficiali del Pentagono
e altri funzionari affinché non volassero esattamente in quel giorno 11 Settembre.

La mattina dell’11/9,
il ministro della Difesa, Donald
Rumsfeld
, aveva preannunciato un attacco contro il Pentagono. Nel suo
ufficio, mentre osservava  le immagini
televisive dell’attentato a New York, avrebbe pronunciato questa frase: “Credetemi, non è finita. Ci sta per essere
un altro attentato, e potrebbe benissimo toccare a noi.”

Nel frattempo,
malgrado “condizioni di traffico estremamente difficili”, l’FBI arrivò sul
posto in meno di 5 minuti, e sequestrò i
nastri delle telecamere
di sorveglianza che si trovavano in molti punti
intorno all’edificio, e che inquadravano la sezione del Pentagono che era stata
colpita poco prima. 

Il corrispondente
della NBC al Pentagono, Jim Miklaszewski,
fu avvertito in anticipo da un ufficiale dell’intelligence militare che gli
avrebbe detto: “Se fossi in lei me ne
starei al di fuori dell’anello E
(quello esterno, dove si trovavano gli
uffici della NBC) per tutta la giornata,
perché siamo i prossimi
.”

Ricordiamo che diversi
punti pubblicati in precedenza da “Consensus 9/11” in merito alla conoscenza
anticipata degli avvenimenti includono : 1) il crollo dell’edificio
WTC7
; 2) le prove di “insider trading” nelle
borse prima dell’11/9; 3) il ruolo del vice-presidente Dick Cheney e quello dell’allora sindaco di New York, Rudy Giuliani.

Il Comitato del 9/11
Consensus utilizza una metodologia
usata in medicina per individuare convergenze
di consensi
tra i ricercatori su temi precisamente individuati, partendo
dalle “migliori prove disponibili”.

Durante questo
procedimento di elaborazione, gli esperti rispondono senza conoscere preventivamente le opinioni degli altri, e questo
durante 3 cicli di revisione e di feedback.

Nei suoi quattro anni
di lavoro, il Comitato “Consensus 9/11” ha pubblicato un totale di 46
punti che contraddicono la versione ufficiale
degli attentati
.

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