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Il nuovo Ordine Mediatico Mondiale

Nasce un Patto dei media di cui non conosciamo iniziatori né obiettivi reali, ma di cui già osserviamo le conseguenze dirette contro la democrazia [T. Meyssan]

Il nuovo Ordine Mediatico Mondiale

Redazione Modifica articolo

7 Marzo 2017 - 18.55


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«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica
internazionale n°226

di Thierry Meyssan.

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In pochi mesi, il contenuto dei media
nazionali e internazionali è profondamente cambiato in Occidente. Stiamo
assistendo alla nascita di un Patto di cui non conosciamo i veri iniziatori né
gli obiettivi reali, ma di cui da subito osserviamo le conseguenze dirette
contro la democrazia.

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DAMASCO (Siria) – L”Occidente sta vivendo una crisi sistemica senza
precedenti: forze potenti guidano progressivamente tutti i media in una sola direzione.
Allo stesso tempo, i contenuti dei media si trasformano: sino appena all”anno
scorso, erano logici e tendevano all’obiettività. Si procuravano un reciproco
contraddittorio dentro una sana competizione. Ora invece agiscono per bande, fondano
la loro coerenza sulle emozioni e diventano feroci di fronte agli individui che
denunciano
.

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L”idea di un Patto dei media è un”estensione dell’esperienza dell’International
Consortium for Investigative Journalism
(ICIJ) (“Consorzio
Internazionale per il giornalismo investigativo”), che non aggrega dei
media, bensì unicamente singoli giornalisti a titolo individuale. Si è reso
famoso nel pubblicare informazioni trafugate dalla contabilità di due studi
legali nelle Isole Vergini Britanniche, PricewaterhouseCoopers (PwC), HSBC
Bank, e lo studio panamense Mossack Fonseca.

Queste rivelazioni sono state utilizzate principalmente per screditare dirigenti
cinesi e russi, ma anche a volte per mettere in luce veri delitti commessi dagli
occidentali. Soprattutto, con il pretesto lodevole della lotta contro la
corruzione, la violazione della riservatezza degli avvocati e delle banche ha inflitto
un danno molto pesante a migliaia di loro clienti onesti senza alcuna reazione
dell”opinione pubblica.

Da quarant”anni in qua, assistiamo a una progressiva concentrazione in seno
ai trust internazionali. Attualmente, 14 gruppi si spartiscono oltre due terzi
della stampa occidentale [1].

Ormai, l”alleanza operata da Google Media Lab e First Draft intreccia dei legami
tra quei gruppi che già detenevano una posizione dominante. La presenza in
questo Patto delle tre principali agenzie di stampa del pianeta gli garantisce
una forza d’urto egemonica [2].

Si tratta senza alcun dubbio di un “cartello” illecito, non tanto
stabilito per un obiettivo di fissazione dei prezzi, quanto per fissare lo
spirito, e imporre un pensiero già dominante.

Si può osservare che tutti i membri – senza eccezione – del Patto di Google
hanno già dato, nel corso degli ultimi sei anni, una visione univoca degli
avvenimenti nel Medio Oriente allargato
. Eppure non vi era alcun accordo
preventivo tra di loro, o perlomeno non lo si conosceva. È una cosa intrigante
che in questo Patto siano presenti ben cinque delle sei televisioni internazionali
che hanno partecipato alla cellula di propaganda della NATO [3].

Negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, Google e First Draft (“prima
bozza”) hanno riunito media presenti sia a livello locale in questi paesi
e altri presenti a livello internazionale per verificare la veridicità di
determinati argomenti. Oltre a ignorare chi ci sia dietro First Draft e quali
interessi politici abbiano spinto una società commerciale specializzata in informatica
a finanziare questa iniziativa, il suo risultato atteso ha poco a che fare con
il ritorno all’obiettività
.

In primo luogo, perché le imputazioni verificate non sono scelte per la
posizione che ricoprono nel dibattito pubblico, ma perché sono state citate da
individui che questo Patto dei media intende denunciare. Possiamo credere che
queste verifiche permetteranno di avvicinarci alla verità, ma non del tutto: confortano
il cittadino nell”impressione che i media siano onesti mentre le persone che
denunciano non lo sono affatto. Questo approccio non mira a capire meglio il
mondo, ma a buttare a terra le persone da abbattere
.

Per di più, una regola non scritta di questo Patto dei media pretende che si
verifichino solo le imputazioni a carico di fonti esterne al Patto
. I membri si
trattengono dall’esercitare lo spirito critico fra di loro. Si tratta di
rafforzare l”idea che il mondo sia diviso in due: “noi” che diciamo
la verità e “gli altri” che sono dei bugiardi

Questo approccio mina
il principio del pluralismo, propedeutico alla democrazia, e apre la strada a
una società totalitaria. Non è una novità, poiché l’abbiamo visto all”opera nella
copertura informativa della primavera araba e delle guerre contro la Libia e la
Siria. Ma, per la prima volta, incolpa una scuola di pensiero occidentale.

Infine, le imputazioni che saranno descritte come “false” non
saranno mai considerate errori, ma sempre come menzogne. Si tratta, a priori, di
attribuire agli “altri” delle intenzioni machiavelliche per
screditarli. Questo approccio attenta alla presunzione di innocenza.

Questo è il motivo per cui il funzionamento della ICIJ e quello del Patto
creato da Google e First Draft violano la Carta
di Monaco
adottata dall”Organizzazione internazionale dei giornalisti
(titolo II, articoli 2, 4, 5 e 9).



Non è irrilevante il fatto che delle azioni legali aberranti si siano
sviluppate a carico degli stessi bersagli contro cui mira il Patto dei media.
Negli Stati Uniti, è stata riesumata la legge Hogan contro la squadra di Trump,
laddove questo testo non è stato mai, assolutamente mai, applicato sin dalla
sua entrata in vigore, due secoli fa.

In Francia, è stata riesumata la legge Jolibois contro i tweet politici di
Marine Le Pen, laddove la giurisprudenza limitava la sua applicazione alla
distribuzione senza blister di alcune
riviste ultra-pornografiche.

Poiché il principio della presunzione di innocenza delle persone da
abbattere è stato sradicato, è possibile metterle sotto accusa con qualsiasi
pretesto legale. Inoltre, le azioni intentate contro la squadra Trump e contro Marine
Le Pen, sulla base delle leggi sollevate dovrebbero esserlo contro molti altri,
ma non lo sono affatto.

Peraltro, i cittadini non reagiscono più laddove il Patto fra i media
diffonde esso stesso false imputazioni. Così, negli Stati Uniti ha immaginato
che i servizi segreti russi avessero un dossier compromettente su Donald Trump
con cui comandarlo a piacimento. O, in Francia, questo Patto ha inventato che si
possa assumere fittiziamente un assistente parlamentare e di ciò ha accusato
François Fillon.

Negli Stati Uniti, i grandi e piccoli media che sono membri di questo Patto
hanno dato addosso al presidente. Estraggono le proprie informazioni dalle intercettazioni
telefoniche della squadra di Trump abusivamente ordinate dall”amministrazione
Obama. Si sono coordinati con dei magistrati che le usano per bloccare
l”attuale azione del governo. Si tratta senza dubbio di un sistema mafioso.

Gli stessi media statunitensi e francesi stanno attaccando due dei candidati
alle elezioni presidenziali francesi: François Fillon e Marine Le Pen
. Al
problema generale del Patto dei media s’aggiunge l”impressione errata che
questi bersagli siano vittime di una cricca franco-francese, mentre il mandante
è statunitense. I francesi scoprono che i loro media sono truccati, interpretano
erroneamente che questa campagna sia rivolta contro la destra, e a torto cercano
ancora i manipolatori nel loro paese.

In Germania, il Patto non è ancora effettivo e dovrebbe essere esserlo solo
in occasione delle elezioni parlamentari.

Durante il Watergate, i media hanno rivendicato l’idea di costituire un
“quarto potere”, dopo l”Esecutivo, il Legislativo e il Giudiziario. Hanno
sostenuto che la stampa esercitasse una funzione di controllo del governo in
nome del popolo. Lasciamo stare il fatto che ciò di cui fu accusato il
presidente Nixon era paragonabile a quel che ha fatto il presidente Obama: ossia
mettere la sua opposizione sotto intercettazione. Oggi sappiamo che la fonte
del Watergate, “Gola Profonda”, lungi dall”essere un
“informatore”, era in realtà il direttore dell”FBI Mark Felt. Il
trattamento di questo caso è stata una battaglia tra una parte
dell”amministrazione e la Casa Bianca nella quale gli elettori sono stati
manipolati da entrambi i lati contemporaneamente.

L”idea del “Quarto potere” implica che si riconosca la medesima legittimità
sia ai 14 trust che detengono la stragrande maggioranza dei media occidentali sia
ai cittadini. Questo equivale ad affermare la sostituzione di un”oligarchia
alla democrazia.

Rimane un punto da chiarire: come vengono scelti i bersagli del Patto?
L”unico legame chiaro tra Donald Trump, François Fillon e Marine Le Pen è che
vogliono ristabilire dei contatti con la Russia e lottare assieme ad essa
contro la matrice del jihadismo: i Fratelli Musulmani. Benché François Fillon sia
stato primo ministro di un governo coinvolto in questi eventi, tutti e tre
incarnano la corrente di pensiero che sfida la visione dominante delle primavere
arabe e delle guerre contro la Libia e contro la Siria.

NOTE

[1] 21st Century
Fox, Bertelsmann, CBS Corporation, Comcast, Hearst Corporation, Lagardère
Group, News Corp, Organizações Globo, Sony, Televisa, The Walt Disney Company,
Time Warner, Viacom, Vivendi.

[2] Associated Press, Agence France-Presse, Reuters.

[3] Al-Jazeera, BBC, CNN, France24, Sky, ma apparentemente
non Al-Arabiya.

Traduzione a cura di Matzu Yagi.

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