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Il Mediterraneo diventa israeliano?

Investimenti, basi strategiche, cybersicurezza e controllo delle risorse energetiche: dal Mare Adriatico al Levante emerge il profilo di una penetrazione geopolitica tutt'altro che casuale.

Il Mediterraneo diventa israeliano?
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6 Giugno 2026 - 23.54


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di Daniele Perra.

Ciò che sta avvenendo in Albania, con la cessione dell’isola di Sazan a Kushner e soci, è solo un’anticipazione di quanto avverrà su scala più ampia nell’intero sistema di isole del Mediterraneo.

Il pensatore e geopolitico belga Jean Thiriart, tempo fa, fece notare come, dallo stretto di Gibilterra fino a Cipro, il fu Mare Nostrum fosse (ed è) centrale per il controllo nordamericano dell’Europa attraverso le diverse installazioni NATO sul sistema di isole che dalla Sardegna e la Sicilia (vero e proprio feudo USA in Italia) arriva proprio a Cipro, passando per Malta (Malta non è parte della NATO ma ospita una delle più grandi ambasciate USA in Europa) e Creta.

Bene, oggi Israele si sta progressivamente sostituendo alla NATO.

Cipro è piuttosto compromessa; come Creta dopotutto, entrambe inserite nello schema infrastrutturale gasifero dell’EastMed a trazione israeliana. A Cipro parte del territorio acquisito dalle società israeliane è ormai inaccessibile ai ciprioti (da non dimenticare che la stessa Cipro è stata utilizzata da tanti oligarchi ucraini con doppio passaporto per i loro schemi di riciclaggio di denaro sporco).

Creta, così come la vicina penisola greca del Peloponneso, è divenuta una base operativa per l’addestramento dei piloti israeliani (Grecia e Israele oggi sono alleati su più livelli).

Enclavi sioniste sono già presenti in Albania, dove c’è pure la base del movimento terroristico MeK; una vera e propria setta pseudo-religiosa di oppositori alla Repubblica Islamica dell’Iran che viene elogiata con frequenza pure dalle nostre istituzioni.

Il MeK ha spesso operato in Iran in cooperazione con il Mossad per assassinare scienziati, personalità politiche e militari iraniane, e pure semplici civili, come avvenne nel corso dell’operazione “Luce Eterna” alla fine del conflitto tra Iran e Iraq.

Sull’altro lato del Mare Adriatico, Israele è presente nel Salento con progetti “coloniali” simili a quelli costruiti a Cipro.

In Sardegna, invece, sono stati inviati in congedo (a riposare) tanti uomini dell’IDF, evidentemente stanchi di sparare sui minori a Gaza.

Non dimentichiamoci, inoltre, che l’Italia, nel 2023, ha letteralmente ceduto la sua cybersicurezza a compagnie israeliane, con tutto ciò che questo può comportare in termini di furto dati e così via.

In altre parole, il fu Mare Nostrum sta diventando un “mare israeliano”.

Da capire come reagirà la Turchia, già indicata come nuova minaccia esistenziale da politici e uomini dell’intelligence di Tel Aviv.

E da non dimenticare il fatto che Israele sta cercando di prendere possesso dei giacimenti di gas a largo di Gaza e del Libano meridionale.

In conclusione, vorrei dire due parole sul genero di Trump, Jared Kushner.

Questi è l’erede della società immobiliare Kushner Companies, fondata dal padre Charles Kushner, amico intimo di Bibi Netanyahu.

Charles è stato condannato per diversi reati negli USA (evasione fiscale, corruzione di testimoni ed altro) per poi essere graziato da (indovinate chi?) Donald Trump, nel corso del suo primo mandato.

Da consigliere dello stesso Trump, Jared Kushner, vicino alla setta messianica guidaica Chabad Lubavitch, ha avuto un’influenza notevole sulle scelte del presidente USA per ciò che concerne la politica mediorientale.

È stato dietro gli accordi di Abramo ed il cosiddetto “piano del secolo” per porre fine al conflitto israelo-palestinese (in realtà, una sorta di Israele prende tutto).

Ed ha avuto un ruolo di rilievo anche nella creazione del (già fallito) Board of Peace per Gaza.

Inoltre, è sua l’idea della Trump Riviera sempre a Gaza, con la popolazione palestinese da cacciare o da ridurre in schiavitù economica.

Kushner, pochi lo sanno e/o ammettono, prese in prestito quasi 200 milioni di dollari dalla società di Leon Black (Blachowitz), amico intimo e compagno di orge di Jeffrey Epstein.

Il prestito era funzionale all’acquisto e ricostruzione di un grattacielo (emblema dell’impero immobiliare Kushner) situato al simbolico numero 666 della Fifth Avenue a New York.

Tratto da: https://www.facebook.com/daniele.perra.7/posts/pfbid027TVjzRVdm1kdXVHx8CRLuWbhd7ftdMgNxB64P3zjeUo8vrdQzU16iYjbuhhmLjo7l

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