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Commissione Covid: perché il silenzio conviene a tutti

Le audizioni della Commissione Covid smentiscono le certezze della pandemia, ma i grandi media le ignorano. Un silenzio che protegge responsabilità politiche e giornalistiche trasversali, ostacolando un necessario confronto pubblico. [Marcello Foa]

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27 Ottobre 2026 - 23.30


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Le audizioni della Commissione parlamentare sul Covid stanno facendo emergere testimonianze che, secondo Marcello Foa, contraddicono certezze imposte durante la pandemia. Eppure i grandi media ignorano completamente i lavori, perfino dopo l’audizione dell’ex ministro Roberto Speranza. L’autore attribuisce questo silenzio a responsabilità e convenienze trasversali: giornali e partiti, di destra e sinistra, preferirebbero evitare un confronto pubblico sulle scelte passate. Così, sostiene Foa, la verità resta ancora sospesa.

di 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗙𝗼𝗮

Com’è possibile che la 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱’𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 su uno dei momenti più drammatici della nostra esistenza, quello della pandemia di Covid, venga accolta dal 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮?

Dal punto di vista professionale, la persistente distrazione di quasi tutte le testate è incomprensibile, perché il giornalista dovrebbe essere assetato di notizie e, in questi mesi di audizioni, ne sono emerse parecchie, alcune clamorose e molto credibili. Già, perché quando autorevoli esponenti del 𝗖𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼-𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼, medici di fama ed esponenti delle istituzioni smentiscono quelle che all’epoca vennero presentate come verità assolute e, soprattutto, incontestabili, i media dovrebbero rilanciare le loro testimonianze, commentarle e approfondirle. I talk show dovrebbero dedicare ampio spazio alla questione, data l’infiammabilità della materia. E i telegiornali dovrebbero aprire le edizioni serali con queste notizie. E invece nulla. Assistiamo a una sorta di congiura del silenzio che, in fondo, fa comodo a tutti. Un silenzio che nemmeno l’audizione dell’ex ministro della Salute 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗦𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 è riuscita a rompere.

Stamane abbiamo cercato titoli in prima pagina: zero. Con una sola, peraltro costante, eccezione: *La Verità*. Abbiamo allora effettuato una ricerca sui siti delle principali testate e vi abbiamo trovato pochissimi articoli, stringatissimi e svogliati. La classica breve. Anche in questo caso, con poche eccezioni, come *La Nuova Bussola Quotidiana*. E la 𝗥𝗮𝗶? 𝗘 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗮𝘀𝗲𝘁? 𝗘 𝗦𝗸𝘆? A quanto ci risulta, idem come sopra.

E sorge una domanda: 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼? E dunque: cui prodest? La risposta è che conviene a tutti. I 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗺𝗮𝗶𝗻𝘀𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗲𝗺𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗻𝗻𝗶; preferiscono dunque sorvolare. La stampa di sinistra e i partiti di sinistra fanno altrettanto, perché le decisioni sono state prese da ministri addirittura di estrema sinistra, come Speranza, e comunque da governi retti da partiti progressisti. Le testate di centrodestra, dal canto loro, perché nel biennio delle tenebre erano altrettanto veementemente pro-vax.

I 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶: Forza Italia è da sempre su posizioni favorevoli ai vaccini, mentre Fratelli d’Italia e Lega si sono mostrati contrari, ma solo in ambito parlamentare, senza mai alimentare vere e proprie campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica né dare particolare risalto alla questione sui media. Da un lato, ciò è avvenuto per ragioni di posizionamento elettorale, allo scopo di scongiurare il rischio di essere 𝗮𝗰𝗰𝘂𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗼-𝘃𝗮𝘅 e di aprire una polemica che travalica le tradizionali divisioni tra destra e sinistra. Dall’altro, la 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗢𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗦𝗰𝗵𝗶𝗹𝗹𝗮𝗰𝗶, 𝗲𝘅 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮, rappresenta un segnale di non belligeranza nei confronti di un establishment sanitario-farmaceutico evidentemente molto influente.

E allora l’appassionata tenacia del presidente della Commissione, 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗟𝗶𝘀𝗲𝗶, e di parlamentari come 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗕𝗼𝗿𝗴𝗵𝗶, 𝗔𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗶 e 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗹𝗮𝗻 fa felici quanti hanno 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗼𝗰𝗸𝗱𝗼𝘄𝗻, 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝘃𝗮𝗰𝗰𝗶𝗻𝗶, ma non è sufficiente a infrangere la campana di vetro. E i giornalisti sono felici di pensare ad altro. E la verità, una volta di più, può attendere.

Tratto da: https://www.libertimedia.com/it/articoli/108

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