Nuove stragi a Donetsk, l'Europa regala droni al regime di Kiev | Megachip
Top

Nuove stragi a Donetsk, l'Europa regala droni al regime di Kiev

'Quale cessate il fuoco? Lo chiamate cessate il fuoco? lamenta una signora rimasta ferita nei bombardamenti. ''Continuano a bombardarci''. [Marco Santopadre]'

Nuove stragi a Donetsk, l'Europa regala droni al regime di Kiev
Preroll

Redazione Modifica articolo

8 Ottobre 2014 - 07.07


ATF

di Marco Santopadre.

Almeno
19 persone sono state uccise, nelle ultime 24 ore, dagli intensi
bombardamenti di artiglieria che si stanno abbattendo senza soste sui
quartieri di Donetsk.

Lo
ha fatto sapere all”agenzia russa Itar-Tass Eduard Basurin, capo del
dipartimento politico del ministero della Difesa della Repubblica
Popolare di Donetsk.

Già ieri tre civili erano morti a causa di un
bombardamento di un quartiere vicino all’aeroporto dove sono ancora in
corso violenti scontri tra le milizie popolari e le truppe di Kiev. Che
avrebbero perso almeno cinque uomini, alcuni dei quali in scontri in non
meglio precisate località di confine.

“Tutti i balconi sono stati danneggiati da proiettili shrapnel, tutto
bruciava” ha raccontato una residente. “Se non avessimo mandato via il
bambino, sarebbe morto adesso. Ogni giorno ci sono sparatorie. Ogni
giorno lacrime”.

E questo nonostante teoricamente sia ancora in vigore
il cessate il fuoco siglato lo scorso 5 settembre a Minsk. Da quel
giorno, in realtà, ci sarebbero state circa 90 vittime, tra civili e
militari, dei combattimenti e dei bombardamenti, almeno stando ai dati
diffusi dal governo centrale, che tende però a ribassare costantemente
il numero dei morti.

“Quale cessate il fuoco? Lo chiamate cessate il
fuoco?” lamenta una signora rimasta ferita nei bombardamenti. “Possono
fare accordi, colloqui, ma non cambia nulla. Continuano a bombardarci”.
Venerdì scorso due bambini erano rimasti uccisi sul colpo e altri cinque
feriti a Zugres, cittadina a 30 km da Donetsk controllata dagli
insorti, nello scoppio di una granata inesplosa.

Intanto in sostegno al regime nazionalista, che guarda con terrore
all’arrivo dell’inverno, giunge l’aiuto dell’Organizzazione per la
Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) che, mentre da una parte
dispiega alcuni dei suoi uomini per monitorare il fronte e il rispetto
della tregua, dall’altra ha annunciato l’arrivo oggi nel paese dei primi
due droni di fabbricazione austriaca, teoricamente allo scopo di
aiutare l’organismo internazionale a monitorare meglio il terreno a
caccia di violazioni. Oltre ai droni targati Ocse – altri due
arriveranno a giorni – anche il ministro della Difesa francese, il
‘socialista’ Jean-Yves Le Drian, ha avvertito che anche Parigi e Berlino
invieranno a breve velivoli senza pilota in Ucraina.

La Germania ha
anche promesso l’invio, nei prossimi giorni, di 100 camion carichi di
aiuti per un valore di 10 milioni di dollari destinati alla città di
Kharkov, grande centro dell’Ucraina orientale contesa tra gli insorti
antigolpisti e i sostenitori del regime, teatro pochi giorni fa
dell’abbattimento della grande statua di Lenin da parte di alcune
centinaia di estremisti di destra.

Contestualmente all’arrivo degli
aiuti, il 14 ottobre, il ministro  per la Cooperazione di Berlino Gerd
Mueller si recherà in visita nella città, con il chiaro obiettivo di
dimostrare la magnanimità dell’Ue nei confronti di coloro che rinunciano
a contestare il regime.

“Vogliamo mandare un segnale di solidarietà.
Il popolo ucraino può contare su di noi come partner affidabile”, ha
spiegato Mueller.

E questo mentre il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha
affermato con apparente ingenuità che sono state le pressioni di Washington sull’Unione Europea a convincere Bruxelles a intervenire
contro la Russia con sanzioni e altre misure. Servendo così su un piatto
d’argento al ministro degli esteri russo un commento al vetriolo: “Gli
Stati Uniti hanno costretto l”Unione europea a decidere sanzioni
anti-russe contro la sua volontà e contro sui stessi interessi
economici” ha detto Sergej Lavrov.

Da parte sua la responsabile degli
affari europei del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, già
molto attiva nel sostegno ai golpisti nei mesi scorsi – quando
rivendicò, probabilmente esagerando, di aver investito 5 miliardi di
dollari per “riportare la democrazia a Kiev” – ha incontrato il
presidente ucraino, l’oligarca Petro Poroshenko con il quale ha discusso
proprio della necessità di monitorare in maniera più stringente la
frontiera del paese con la Russia.

Poroshenko si è detto anche “grato”
nei confronti della responsabile esteri dell’Unione Europea, Federica
Mogherini, per il sostegno accordato al suo regime. “Federica Mogherini
appoggia le riforme in Ucraina e il mio piano di pace. Sono grato per il
sostegno”, ha scritto il presidente ucraino sul suo account Twitter,
allegando un video dell”audizione del ministro degli Esteri come Alto
rappresentante designato per la Politica estera e di sicurezza comune di
Bruxelles.

Anche l’appena nominato segre­ta­rio gene­rale della Nato, Jens
Stol­ten­berg, in visita ufficiale a Var­sa­via, ha assi­cu­rato il
pieno impe­gno dell’Alleanza Atlantica al pre­si­dente polacco
Bro­ni­slav Komo­ro­v­skij contro la Russia, a partire dalla
realizzazione di una pre­senza militare per­ma­nente sulla base di
quanto deciso al vertice di inizio settembre a Newport, in Galles. Il
capo di stato polacco però non si è accontentato delle rassicurazioni di
Stol­ten­berg ed ha chiesto un rafforzamento del sostegno al regime
ucraino e un’accelerazione del progetto di scudo missilistico rivolto
verso Mosca.

Fonte: http://contropiano.org/internazionale/item/26756-nuove-stragi-a-donetsk-l-europa-regala-droni-al-regime-di-kiev.

[GotoHome_Torna alla Home Page]

SOSTIENI LA CRESCITA DI PANDORA TV:

Native

Articoli correlati