'Quello che Tillerson porta a Putin si chiama ''ultimatum''' | Megachip
Top

'Quello che Tillerson porta a Putin si chiama ''ultimatum'''

Il Segretario di Stato USA non va a trattare. Va a esigere la resa incondizionata, senza contropartite alla umiliazione e alla vergogna. [Maurizio Blondet]

'Quello che Tillerson porta a Putin si chiama ''ultimatum'''
Preroll

Redazione Modifica articolo

12 Aprile 2017 - 07.21


ATF

di Maurizio Blondet.


Vediamo: Tillerson va a Mosca a presentare una ingiunzione:  Putin deve   abbandonare   l’alleato Assad.  Insomma tradire  un fedele alleato.

In cambio di cosa? Nelle trattative fra il Sinedrio e Giuda, almeno  furono offerti  30 denari. Dove sono i 30  denari che Tillerson promette a Putin, se tradisce?

Non è stata formulata nessuna promessa.  Nessuna garanzia che il prezzo del tradimento lucri a Mosca, almeno, una garanzia sulle sue basi in Siria, ossia nel Mediterraneo; o l’alleviamento delle sanzioni.  O l’accettazione del passaggio della Crimea alla Russia. Qualcosa, insomma.

Washington, non offre niente  in cambio. Si limita a minacciare. Se Putin non si piega all’intimazione americana di abbandonare Assad (agli sciacalli wahabiti, con  tutte le minoranze che il regime alawita  garantisce in Siria) la Russia diverrà “irrilevante” nel Medio Oriente, ha detto.

Ora, si dà il fatto che la Russia sia oggi “rilevante” nel Medio Oriente, e lo sia senza il permesso degli americani.  Dunque Tillerson non  soltanto non offre  a Mosca alcun compenso; lo minaccia di renderla irrilevante, se non obbedisce.  Come, se non con le bombe?  Anzi, ventila la minaccia di ritenere la Russia corresponsabile del delitto(non avvenuto) di Assad, ossia l’uso di armi chimiche, vietato dal diritto internazionale; un’accusa che mira a mettere la Russia  nel novero degli stati-mostri.

Come si vede,  Tillerson non va a trattare. Va a esigere la resa  incondizionata, senza contropartite all’umiliazione e alla vergogna.

Secondo me, lo fanno consapevolmente. Non vogliono trattare; vogliono la guerra, perché sanno che fra dieci anni non saranno più in grado di vincere una  guerra mondiale; perché il loro sistema finanziario  è  sull’orlo dell’implosione. Perché   la loro egemonia basata sulla sovversione e  destabilizzazione del mondo è fallita, e solo aumentando la posta possono giocare un’altra mano.

Alcuni osservatori dicono che è un bluff, per piegare Mosca.  Se lo fosse, sarebbe comunque un gioco pericoloso. Ma io personalmente non credo si  illudano che Putin si umili, ceda,  tradisca. Lo conoscono abbastanza. Vogliono mettere la Russia con le spalle al muro, in modo che non abbia altra via di salvezza che l’attacco. Alla disperata. Fecero lo stesso al Giappone, costringendolo ad una guerra  in cui si sapeva inferiore.

Vogliono la guerra.

In questa  tragedia, poteva mancare l’intermezzo comico, del Pulcinella Italia?  Mattarella è andato da Putin poche ore prima di Tillerson  – visita del tutto inutile, dato che Gentiloni non ha invitato Putin a Taormina, a sottolineare che il nostro rapporto con Mosca è ormai di inimicizia, e il capo dello Stato da noi non ha voce in capitolo in politica estera (a parte Napolitano…), e che cosa gli ha detto? Gli ha detto di non lasciare più  che Assad lanci  gas contro i civili del suo stesso popolo.  Ripugnante e irrisorio.

Putin ha avuto persino l’educazione di  rispondergli.

“Abbiamo informazioni secondo cui la provocazione [l’attacco chimico contro civili del 4 aprile ndr]  è stata preparata a tavolino. Stanno preparando altre provocazioni simili in altre zone della Siria, ad esempio a sud di Damasco , per poi accusare le autorità siriane di usare armi chimiche”.

Ha dato una notizia: ci saranno altri false flag.

Putin a Mattarella: “Mi aspetto nuovi attacchi chimici in Siria”

La visita a Mosca del Capo dello Stato al Cremlino. Il presidente russo parla di “provocazioni contro Assad”

Chissà se Mattarò  ha capito, che Putin non sta scherzando, che non è il momento.




[GotoHome_Torna alla Home Page]
DONAZIONE

Native

Articoli correlati