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PENSANDO, PENSANDO (2)... AL FUTURO

'La seconda puntata dei pensieri di Fabrizio Caròla, l''architetto che ha coltivato idee e tecniche per la decrescita felice. Si può eliminare il denaro?'

PENSANDO, PENSANDO (2)... AL FUTURO

Redazione Modifica articolo

9 Agosto 2013 - 23.54


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di
Fabrizio Caròla*
.

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Se
eliminassimo il denaro dalla nostra vita ?

Dynamic 1

Certo
un grande sogno, un’utopia. Però, ragionandoci un po’, forse,
non sarebbe male.

D’altronde
di fronte a questo disastro socio economico e culturale che stiamo
vivendo, c’è da chiedersi: è possibile continuare così?

Dynamic 2

Come
si può vivere serenamente se tutta l’attenzione è rivolta al
denaro, se è il denaro a guidare le nostre scelte e il nostro
comportamento e che per di più è distribuito in maniera tanto
disuguale e ingiusta?

C’è
chi possiede miliardi e chi non ha neanche da mangiare. È normale,
logico e naturale, che chi ha poco o nulla cerchi di prendere da chi
ha molto o troppo…

Dynamic 3

Attaccare
e difendersi … la legge della giungla.

È
una società dominata dal potere illimitato del danaro, dal potere
illimitato del potere e dal desiderio illimitato dell’uno e
dell’altro.

Dynamic 4

In
un piccolo racconto che si può trovare ancora da qualche parte su
Internet, ho cercato di immaginare un mondo diverso e più vivibile.
Un mondo che potrebbe nascere dalle ceneri del XX secolo la cui
caratteristica principale è stata il contrasto tra una fantastica
evoluzione scientifica e tecnologica e un altrettanto fantastico
degrado morale ed etico degno della più antica barbarie.

Lo
spunto di base del racconto è la constatazione di quanto assurdo sia
continuare a lottare gli uni contro gli altri allorché l’enorme
progresso che abbiamo raggiunto ci consente di avere tutti, tutto il
necessario per una vita serena e agiata.

Dynamic 5

Attualmente
il conflitto continuo ci fa vivere in uno stato permanente di
diffidenza e la diffidenza ci costa ameno il 75% dell’energia e
delle risorse naturali e umane
.
Deteriora il nostro sistema nervoso. Altera i nostri rapporti.
Vanifica i nostri sforzi alla ricerca del benessere. Influenza
negativamente il nostro comportamento.

Riduce
la nostra libertà:
è
la stupidità dell’ Homo Sapiens.

75%!
Come è possibile?

Pensiamo
a quante cose nel mondo servono unicamente a difendersi dagli altri:
gli eserciti e le armi, la polizia, i tribunali, le inferriate, i
cancelli, le casseforti e le porte blindate, le serrature e i
catenacci, e poi le tonnellate di carte, le prigioni, e in più tutto
il tempo che ogni individuo spreca per la propria difesa da eventuali
attacchi o disonestà di altri. Per non parlare di una burocrazia
pesante, frenante e costosa. Forse costerebbe meno dare ai ladri
quello che vogliono!

Un
cambiamento di cultura porterebbe anche a modificare la qualità e la
natura dei desideri; creando una coscienza dei limiti e
dell’equilibrio eliminando gli sprechi.

Basterebbe
inventare un nuovo sistema che si basi sulla
condivisione
della produzione
alla
quale partecipino tutti.

Per
produrre tutto ciò che può servire alla collettività noi
disporremo di una attrezzatura tecnologica automatizzata sempre più
efficiente …

Il
grande sviluppo della capacità produttiva, liberata da
quel 75% di costi parassitari
, consentirebbe una disponibilità
di beni largamente soddisfacente per tutti, lavorando tutti molto
meno.

E
poi, modificando e riducendo la gamma dei desideri ed eliminando gli
sprechi, si eviterà di produrre quantità inutili ed anche oggetti
inutili.

Questi
fattori, messi insieme, ridurranno non solo i costi diretti ma anche
lo sfruttamento delle risorse del pianeta.

Tutto
questo con l’appoggio della tecnologia che in questo modo
non sarà più uno strumento di lucro ma tornerà ad essere un
fattore positivo e uno strumento di evoluzione.

Come
risultato si otterrà che basterà che ognuno di noi lavori per la
collettività 400 ore all’anno, nel ramo che più gli
conviene. In queste 400 ore di prestazione sociale si produrrà il
necessario indispensabile alla sopravvivenza degli individui e alla
organizzazione della società, affinché nessuno manchi del
nutrimento e della serenità fisica da una parte e dell’accesso
alla conoscenza dall’altra.

Il
resto del tempo che, tolto il sonno, è di circa 5.400 ore, è
il tempo del piacere, della creatività

È
soprattutto questa, la creatività, che si è svilupperà enormemente
grazie alla totale libertà da ogni assillo materiale.

Ciascuno
produrrà ciò che più gli aggrada
: musica, teatro, arte,
giochi, oggetti inutili o fantastici oppure ricerche scientifiche o
culturali, scoperte, passeggiate, piatti prelibati, fiori o castelli
di sabbia …. insomma, qualsiasi cosa … per divertimento … per
il puro piacere di creare.

Non
ci sarà più ricompensa
.
La qualità della vita di un individuo non dipenderà più dal suo
merito ma sarà un suo diritto perché le capacità intellettuali
dipendono da due fattori essenziali: il primo è la
qualità
del cervello

che ci ritroviamo nel cranio alla nascita, che è frutto di una
combinazione
fortuita di cromosomi
,
alla quale non abbiamo partecipato e quindi non possiamo vantarne
alcun merito. Il secondo è la quantità e qualità di
nozioni
e programmi

con i quali è stato caricato il nostro cervello, a cominciare dal
primo minuto di vita; nozioni e programmi che provengono dalla
millenaria
esperienza umana

e appartengono quindi alla collettività ed è a questa che spetta il
merito, non al singolo individuo che è soltanto un semplice
portatore
di conoscenza
.

Resta
allora il tempo che lui ha speso ma questo, affrancato dal servizio
sociale, è tempo libero che avrà utilizzato liberamente e
volontariamente per un’attività che gli procura piacere.

Per
gli strumenti e le attrezzature necessari alla formulazione o
realizzazione dell’invenzione
si dovrà creare una Banca-Mezzi
alla quale chiunque può rivolgersi e ricevere in prestito tutto ciò
che può servire alla sua attività creativa. Con questo sistema si
ottimizzano le risorse mentali disponibili perché non trovano
ostacoli a manifestarsi e ad essere riconosciute e utilizzate. Molte
invenzioni e miglioramenti di utilità collettiva, nasceranno dal
tempo libero, dalla piena libertà di creare …

Sarà
un contributo molto importante alla realizzazione della conquista
della qualità della vita
.

Molte
intelligenze sono oggi ignorate e rimangono ai margini
semplicemente perché gli individui che le posseggono non
rientrano in un sistema o in una rete di interessi, oppure perché
vengono eliminate dalla concorrenza o ignorate perché incapaci di
farsi riconoscere. Un grande spreco di materia grigia.

Per
arrivare a questo ci vorrà una rivoluzione … Non una
rivoluzione armata come si usa oggi, bensì un cambiamento
progressivo degli stimoli culturali
, ottenuto utilizzando al
meglio gli strumenti di informazione e i metodi di seduzione della
pubblicità.

Al
contrario delle rivoluzioni storiche che creavano conflitto fra
classi e interessi diversi, provocando automaticamente reazioni di
difesa e violenza, questa si baserebbe sulla presa di coscienza
collettiva per un interesse comune
, al di là delle classi, delle
nazionalità, delle razze e delle religioni, con il risultato di una
convergenza di tutte le forze verso un comune obiettivo.

So
benissimo che è una grande utopia ma tutti i progressi umani
nascono da un”utopia che prima o poi si realizza.

Si
tratta di aspettare la congiuntura favorevole. Quando Leonardo
parlava del volo umano sembrava un”utopia irraggiungibile … poi
l”idea di Leonardo si è incontrata con il motore a scoppio e
l”utopia è divenuta realtà.

Ci
vorrà del tempo, forse 100 anni … perciò ho scelto come data il
2111.

INTANTO
NON BISOGNA AVER PAURA DELL’UTOPIA

*
NOTE BIOGRAFICHE SU FABRIZIO CARÃ’LA

“A me
l”architettura non interessa. A me piace farla.”

La biografia di
Caròla sembra tratta da un romanzo. Figlio di un”importante famiglia
napoletana si diploma – nel 1956 – alla
Ecole
Nationale Supérieure d”Architecture “La Cambre”
di
Bruxelles, fondata da Henry Van de Velde.

Gluck Channel-intervista a Fabrizio Carola from Studioforward on Vimeo.

L”ambiente
di formazione risulta determinante per la definizione di un
approccio “fisico” al progetto, un”architettura legata al
fare, all”azione concreta del costruire
.

Ma Caròla, non è
solo un architetto, è un nomade alla costante ricerca di nuove
strade
, votato alla sperimentazione e alla scoperta. Proprio
questa attitudine lo spinge negli anni 60” verso l”Africa, un
territorio a lui sconosciuto. In principio il Marocco dove partecipa
alla ricostruzione post terremoto dell”ospedale di Agadir, poi
la Mauritania, paese in cui realizza il suo progetto più importante,
il Kaedi Regional Hospital, per il quale riceve nel 1995 l”Aga
Kahn Award for Architecture
– un edificio a cupole ribassate
collegate da corridoi in grado di ospitare stanze per malati e
residenze per i familiari, dove si concentrano tutti gli aspetti di
un pensiero e di un modo d”agire sostenibile – e infine il Mali
dove scopre e studia l”architettura sub-sahariana passando
gran parte della sua vita.

(Per
leggere il resto delle interessanti note su Caròla, leggi qui:

http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/nel-mondo/fabrizio-carola-africa-cupole-terra-cruda-architetto-napoletano-090.html)

La
rubrica di Fabrizio Caròla darà origine a un e-book

La
prima puntata:
PENSANDO,
PENSANDO (1)
.

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