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'Una profezia di 7 anni fa sull''Expo. Altro che Nostradamus!'

In tempi non sospetti, usando appena una calcolatrice, e osservando liberamente le premesse, Debora Billi aveva fatto il ritratto di uno scempio. Che vogliono ripetere.

'Una profezia di 7 anni fa sull''Expo. Altro che Nostradamus!'

Redazione

1 Maggio 2015 - 21.59


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Questo articolo di Debora Billi risale al 2 aprile 2008, quando le magnifiche sorti dell”Expo erano state appena annunciate. Usando appena una calcolatrice, e osservando liberamente la scena, ha fatto molto meglio di Nostradamus. Buona lettura.

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Milano Expo 2015. Siamo tutti manovali.

di Debora Billi

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da petrolio.blogosfere.it.

Che gioia, che felicità. A Milano l”Expo 2015.

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Malgrado i giornali e le TV esultino, e i politici,
sempre più avulsi dalla realtà, si litighino il “merito”
dell”operazione, la popolazione se ne sbatte bellamente. Lo credo: cosa
viene in tasca, a noi? L”unico nostro coinvolgimento consisterà nel dover pagare di tasca nostra le cementificazioni,
i grattacieli, le indispensabili “arterie”, i 530 mila metri quadri di
parcheggi. Che poi vien da chiederci, a noi qui in questo angolino, quanta gente ancora userà l”auto nel 2015 da riempire 530 mila metri quadri e arterie annesse.

Non solo. Pagheremo tutte le
revisioni dei costi, che lieviteranno fino a quadruplicarsi, pagheremo
le bustarelle, le corruzioni, il cemento e il calcestruzzo della mafia,
gli espropri, le campagne elettorali degli amministratori locali. Pagheremo
la manutenzione di edifici fatiscenti già nel 2016, le commissioni di
liquidazione, le richieste di risarcimenti, i magistrati che
indagheranno e i poliziotti che intercetteranno.

Pagheremo anche in termini di parchi distrutti, di
falde inquinate, di rifiuti buttati chissà dove, di verde pubblico che
scompare, di terre strappate all”agricoltura.

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Ma calma, prima di protestare: avremo ben il nostro tornaconto! Ed il
tornaconto è… 70.000 posti di lavoro. Vien da chiedersi come mai in
questo Paese, che vanta fior di laureati, diplomati, tecnici, artisti e
navigatori i posti di lavoro abbiano sempre a che fare col cemento. Ci
hanno preso per una manica di manovali. Dovremmo esultare al pensiero di
prendere tutti la cazzuola in mano e rimestare sabbia,
ringraziando Iddio per l”elemosina. Che poi è tutta da vedere, che la
cazzuola non finiranno col prenderla i rumeni al nero in subappalto.

I più fortunati faranno le hostess e i centralinisti precari a 700
auro al mese, per tutto il 2015. Poi, a casa. Questi sono i “posti di
lavoro” che offrirà l”ennesimo scempio all”italiana. Mi sono divertita a
fare un conticino: l”investimento è di 20 miliardi di euro. I posti di
lavoro sono 70 mila. 20 miliardi diviso 70 mila fa = 285 mila euro a cranio. Io sarei d”accordo a fare un assegnuccio a questi lavoratori, sistemarli per un bel pezzo, e risparmiarci lo scempio di Milano.

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Voi che ne dite?


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Nota di Megachip, a cura di Giuseppe Masala

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Debora Billi sull”Expo è stata profetica semplicemente perché ha osservato bene le premesse. Che non sono certo cambiate da allora. Il primo punto di un governo serio sarebbe il seguente: moratoria trentennale su tutti i grandi eventi in Italia.

Invece no, hanno appena finito la pappatoia per la borghesia compradora lombarda che già stanno preparando la pappatoia per la borghesia romana: Olimpiadi di Roma 2024.

Nel frattempo oltre 6 milioni di italiani sono in povertà assoluta, la disoccupazione ufficiale è al 13% (quella giovanile è al 44% circa). Il debito pubblico sta appena sotto il 140% (e solo perché ora al conteggio del PIL si aggiungono prostituzione, traffico di droga e armi, ecc.: che aspettate, drogatevi!), le scuole cadono in testa ad alunni e insegnanti, crollano viadotti e altro ancora. E qui mi fermo ma potrei continuare all”infinito.

Ma tranquilli, vi prometteranno posti di lavoro a 6 mesi (con stipendio incerto) durante la grande manifestazione che tutto il mondo ci invidierà. Come no.
Detto questo, rimane la condanna per quelli che hanno devastato mezza Milano in occasione della manifestazione NoExpo facendo dimenticare le ottime ragioni che la piazza voleva esprimere.

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