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Evapora la crescita, Renzi fa la vispa teresa

'Le strategie della Troika, fatte proprie da Renzi, sono fallimentari. Un ''modello'' mercantilista ispirato dalla Germania tutto deflazione salariale e tagli.'

Evapora la crescita, Renzi fa la vispa teresa

Redazione Modifica articolo

6 Dicembre 2015 - 06.54


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di Claudio Conti.

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L”importanza di istituti scientifici imparziali si vede in
certe occasioni. Ieri l”Istat ha di fatto dimezzato le attese di
crescita nel quarto trimestre (si tratta ancora di stime, non di dati a
consuntivo), prospettando nel periodo un incremento del Pil pari al
+0,2%, anziché quel +0,4% scritto sullla sabbia di previsioni
governative “ottimistiche” per ragioni propagandistiche e per calcoli
contabili (con una crescita più bassa, buona parte della “manovra” di
fine anno diventa a rischio, con conseguenti reprimende feroci da parte
dell”Unione Europea).

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La nuova stima porta con sé una riduzione della cescita totale del
2015 a un più modesto 0,7% in luogo del +0,9 delle stime governative, su
cui nei giorni scorsi si sono intrecciati penosi siparietti tra Renzi e
Padoan, quando ̬ diventato chiaro a tutti Рmeno che al governo Рche
le attese erano esagerate rispetto alla realtà.

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Sia chiaro, stiamo comunque parlando di zero virgola, ossia di
scostamenti impercettibili nella vita delle persone e di un”economia
complessa. Ma se ci si trova davanti a un esecutivo di absolute beginners,
totalmente incompetenti (Padoan a parte, che viene dall”Ocse e prima
ancora dal Pci), abituato a gonfiare retoricamente  gli zero virgola in
più e a ignorare analoghi spostamenti se sono negativi, allora è più che
legittimo sottolineare il dato e far ingoiare “l”ottimismo” di maniera a
questa banda di prestanome selezionata in chissà quale casting dai
rappresentanti della Troika in Italia.

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Il rallentamento economico era già stato anticipato, sempre
dall”Istat, sia con i dati sulla disoccupazione (in aumento, ma nascosta
dall”espansione degli “inattivi”, che il lavoro neanche più lo
cercano), che con quelli relativi ai redditi. Anche qui le curiosità
statistiche avevano lasciato qualche margine all””ottimismo”,
permettendo al governo di intestarsi una diminuzione del tasso di
disoccupazione uffiale (silenziando ovviamente il drastico aumento degli
inattivi e della disoccupazione giovanile, di nuovo al limite del 40%)
esproloquiando a proposito dell”arresto della caduta del reddito medio
degli italiani. Peccato che dai dati Istat questa media risultava
pericolosamente ingannatrice – un po” come la media del pollo – perché
contrmporaneamente era fortemente cresciuta la quota di popolazione che
ha visto aggravarsi le difficoltà reddituali. Segno certo, matematico,
che i livelli reddituali più ricchi (afferenti a una percentuale minima
della popolazione) sono fortemente cresciuti a scapito di una gran massa
di lavoratori, precari e pensionati ora più poveri di prima.


Stesso discorso, di fatto, per il rallentamento nella “crescita”, che
fa presagire un 2016 di gradi difficoltà  e in fortissimo contrasto con
l”iper-ottimista previsione governativa di un +1,6% finale. Basta
guardare al calo congiunturale, in novembre, della produzione
industriale (-0,2%) per capire che le difficoltà sono ora molto più
difficili da nascondere.


L”analisi dell”Istat non lascia invece margini alle illusioni. Nel
terzo trimestre, infatti, c”era stata un”espansione moderata dei consumi
(sempre in virtù dell””ottimismo” sparso a pioggia da tutto il circo
barnum mediativo-governativo), ma si erano nel frattempo assottigliati
sia gli investimenti (quindi la produzione futura) che le esportazioni
(a causa del rallentamento generalizzato dell”economia globale e di
quella europea in particolare).


Cosa significa? Che le strategie della Troika, fatte proprie 
dall”esecutivo in carica, sono assolutamente fallimentari. Un “modello”
mercantilista ispirato dalla Germania, fondamentalmente, basato tutto
sulla deflazione salariale, il taglio della spesa pubblica e la
scarnificazione del welfare per aumentare “la competitività” delle
esportazioni.


Ma così fan tutti, in Europa e ora anche in alcuni paesi emergenti,
alle prese con forti indebitamenti in dollari (una tragedia, ora che la
Fed rialzerà i tassi di interesse rafforzando di conseguenza la
quotazione del dollaro). Quindi tutti gli sforzi e i sacrifici imposti
alla popolazione europea, a cominciare ovviamente dai paesi “piigs”,
sono completamente inutili. Non servono neanche allo scopo perverso per
cui sono stati pensati.


Non sappiamo se Renzi ne capisca abbastanza da rendersene conto, ma
comunque sia di fronte a questi dati l”unica possibilità che gli resta è
di continuare a fare l””ottimista” di mestiere. Come una vispa teresa
qualsiasi, preparandosi forse a un futuro da testimonial per qualche
catena della grande distribuzione. “L”ottimismo”…

 

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