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Il Sud puzza

'E'' in atto al sud la nascita di un cambio di stato, cioè di una comunità che cerca regole e le fa rispettare e quando non le ha se le dà. [Pino Aprile]'

Il Sud puzza

Redazione

5 Novembre 2013 - 00.31


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di Pino Aprile.

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La geometria delle reti studia i collegamenti tra nodi, che
possono essere persone, comitati, cellule cerebrali, centrali
elettriche, quando questa rete raggiunge la connessione totale si ha un
cambio di stato. In matematica si dice che è emersa una componente
gigante, in fisica che si è avuta una percolazione e il cambio di stato
può essere per esempio l’acqua che passa dallo stato liquido a quello
solido, tra gli esseri umani, si dice che è nata una nuova comunità. E”
in atto al sud la nascita di un cambio di stato, cioè di una comunità
che cerca regole e le fa rispettare e quando non le ha se le dà.

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E” un fenomeno pazzesco, anche perché una branca della geometria delle
reti, che è la teoria dei lampi e delle raffiche, spiega che in questo
universo le cose succedono così: per moltissimo tempo non succede niente
e in tempi molto ristretti, velocemente, accade di tutto, poi ancora
per molto tempo non succede niente, ed è esattamente quello che sta
accadendo al Sud
. Pino Aprile

Il Passaparola di Pino Aprile, giornalista.

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Mi hanno chiesto perché il Sud puzza e di che cosa.

In realtà quella puzza sta a segnare un risveglio, importante, che sta
cambiando il Sud. La sua società, sta costruendo una nuova comunità,
che si dà delle regole, quando non vengono rispettate quelle che
dovrebbero governare una società. Al Sud questa nuova società si
manifesta attraverso la nascita di centinaia di comitati, associazioni,
gruppi di cittadini, che si uniscono per risolvere problemi che le
istituzioni non hanno risolto e che addirittura in alcuni casi hanno
aggravato.

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Si va dall’inquinamento alla lotta alla mafia, alla mancanza di lavoro, e
questo titolo è nato proprio in una delle zone del sud che in questo
momento, anche se la cosa dura da trenta anni, è più nota, ovvero la Terra dei Fuochi.
La piana del Volturno, a nord di Napoli, fino anche nella provincia di
Caserta, il Monte Massico, che chiude quella piana. La terra più fertile
del continente, 4 raccolti l’anno. Questo incredibile paese di pazzi,
ha scelto quella zona per trasformarla nell’immondezzaio nazionale e non
solo! Lì nella Terra dei Fuochi sono state disseminate centinaia e
centinaia di discariche abusive e anche non abusive, di rifiuti tossici,
radioattivi, con una crescita di casi di cancro. Lì si muore con una
diffusione di malattie orribili,impressionante.

Stavo intervistando uno di costoro, protagonista di uno dei comitati più attivi, Enzo Tosti di Atella, e gli dicevo: “Scusa, ma questa roba va avanti da trenta anni, come mai tutti vi state muovendo nell’ultimo anno e mezzo?” Perché il numero di comitati, associazioni, di lotta nati in un anno non sono nati nei 10 anni precedenti.

E lui mi ha risposto: “Io mi svegliavo con l’odore di mandarini, e poi la puzza ci ha svegliato!

Gli avevo creduto, poi però mi sono ricordato che io sono cresciuto
nell’ultima palazzina, popolare, del Rione Settembre a Taranto, dinanzi a
cui a un certo punto eressero lo stabilimento siderurgico, sono stato
lì fino all’età di 23 anni. Noi la puzza non la sentivamo, perché a
tutto ti abitui e quella puzza diventa parte, come dire, della tua
colonna olfattiva, non la senti più. Allora ho capito che la puzza non
li ha svegliati, ma quando si sono svegliati hanno sentito finalmente la puzza. E non ci stanno più, non la vogliono più.

Per esempio a Taranto 24 associazioni di cittadini hanno fatto quello
che in mezzo secolo non hanno fatto il governo, la regione, la
provincia, il comune: hanno dimostrato l’inquinamento e di quali agenti
inquinanti è composto, con dati inoppugnabili da parte degli
stabilimenti industriali. Si è giunti a ottenere la condanna dei
dirigenti che non hanno rispettato le regole nella produzione
dell’acciaio. E” agli arresti domiciliari Riva padre, è latitante Riva
Figlio, i proprietari, il più grande sequestro di soldi della storia
della magistratura: 10 miliardi di Euro. Il commissariamento
dell”azienda che viene diretta da persone non nominate dai proprietari,
ma dal governo, per rispettare le regole fino a ora violate, e persino
la minaccia di in procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea
nei confronti dell’Italia per avere fatto produrre acciaio non
rispettando le norme europee. Tutto questo in un pugno di mesi, dopo mezzo secolo.

In Calabria c’è una vera e propria rifondazione della società, quali
sono i problemi più grossi della Calabria? La ‘Ndrangheta e la mancanza
di lavoro, bene, la zona più mafiosa quale è? La Locride, restiamo lì.

Nella Locride, una cooperativa per la produzione di frutti di bosco, ideata da Monsignor Bregantini,
allora Vescovo della Locride, era fatta da giovani di famiglie mafiose,
per sottrarli al rischio che diventassero complici nella gestione
mafiosa del territorio. Il certificato antimafia, la cooperativa lo
dovette fare a nome del suo vescovo, perché quelli avevano cognomi
troppo imbarazzanti per poterlo chiedere. Vincenzo Linarello
ha lasciato tutti i privilegi della sua famiglia per costruire una casa
di liberazione, in cui tutto viene messo in comune. E” sorto il gruppo
Goel, che in
ebraico significa colui che riscatta gli altri dalla schiavitù, senza
avere nessun interesse personale. Questo gruppo oggi è la realtà
economicapiù grande della Locride.
Dalla coltivazione di frutti di bosco, prodotti Bio, etc., fino
all’alta moda con la linea Cangiari, che ha Versace come consulente e
sfila a New York. Milioni di Euro di fatturato, oltre un centinaio di
dipendenti fissi, tutti in regola, cultura, economia, comunità non
mafiosa nel cuore del regno della ‘ndrangheta. Sta cambiando la società, ne hanno passate di tutti i colori, gli hanno distrutto tutto e hanno ricominciato.

In Sicilia forse uno degli esempi più clamorosi e più noti è quello di Addio Pizzo,
una specie di holding della sana società. Partì con un gruppo di sette
ragazzi, che volevano aprire un negozietto di prodotti bio, consumo
solidale. Nel business plan trovarono una voce e dice: “Scusa, ma questo che cosa è?“- “Questo è il pizzo!” –

E dice no, ma noi non lo vogliamo pagare!” Annunciarono a tutta Palermo, inondandola di volantini, che loro non avrebbero pagato il pizzo. Fu una vera e propria rivoluzione, cioè nessuno pensava che si potesse osare così tanto, Libero Grassi, che aveva fatto lo stesso, è diventato un eroe alla memoria, come tanti altri.

Ad Addio Pizzo oggi aderiscono 800 negozi che espongono “Io non pago il Pizzo
e mettono il bollino su quello che compri, e ci sono altri due mila
aspiranti a entrare, più di un migliaio di esercizi con la rete
antiracket.

La più grande associazione antiracket di Italia ha oltre un centinaio
di aderenti, e in un paesino di 17 mila abitanti, Scordia, dove la mafia
uccideva, la media era un morto ogni 400 abitanti. Adesso il vero potere in quel paese è l’antimafia!

La Lucania è un caso a parte, fa venire i brividi perché è in corso la
desertificazione della regione, una delle più deserte d’Europa, ma il
problema della Lucania quale è? Ha troppo petrolio e i più grandi
giacimenti di petrolio non offshore d’Europa sono qui. In Lucania si
stanno applicando metodi di coltivazione dei giacimenti che sono adatti
ai deserti, ci sono pozzi di petrolio a poche centinaia di metri dalla piazza del paese.

Basti pensare che la più grande tragedia ambientale, ecologica, di
sempre, dovuta al petrolio, che fu l’esplosione di un pozzo della
piattaforma nel golfo del Messico devastò le coste di 4 stati americani,
era a 80 chilometri di distanza, a Marsico Vetere c’è un pozzo di petrolio a 400 metri dall’ospedale.

In Irpinia, stanno perforando, se sono aggiornato, un pozzo di petrolio a
300 metri dal paese! Riuscite a immaginare che cosa succede lì? Ebbene
lì si stanno muovendo molte associazioni. Solo a Matera ci sono un
centinaio di associazioni, ognuno con le sue idee, anche in conflitto
tra di loro, però tutta questa comunità si dà terribilmente da fare per
migliorare la sua vita.

Per capire che cosa sta accadendo ho applicato a questi fenomeni sociali
alcuni criteri della geometria delle reti, che ti aiuta a capire che
cosa succede tra gli esseri umani.

La geometria delle reti studia i collegamenti tra nodi, che possono
essere persone, comitati, cellule cerebrali, centrali elettriche, etc.
Quando questa rete raggiunge la connessione totale si ha un cambio di stato.
In matematica si dice che è emersa una componente gigante, in fisica
che si è avuta una percolazione, il cambio di stato può essere per
esempio l’acqua che passa dallo stato liquido allo stato solido, tra
gli esseri umani, in sociologia, si dice che è nata una nuova comunità. E” in atto al sud la nascita di un cambio di stato, cioè di una comunità che cerca regole, le fa rispettare e quando non le ha se le dà.

E” un fenomeno pazzesco, anche perché una branca della geometria delle
reti, che è la teoria dei lampi e delle raffiche, spiega che in questo
universo le cose succedono così, per moltissimo tempo non succede niente
in tempi molto ristretti, velocemente, accade di tutto, poi ancora per
molto tempo non succede niente, ed è esattamente quello che sta
accadendo al Sud.

Per 50 anni a Taranto non si è mosso niente, in un anno e mezzo l’ira di Dio, per trenta anni nella terra dei fuochi non è successo quasi niente, negli ultimi 15 mesi l’ira di Dio.

In Calabria da sempre la ‘ndrangheta era la padrona del territorio,
adesso le padrone dell”ndrangheta , cioè le madri, le mogli di quei
mafiosi, hanno creato il fenomeno del pentitismo nell’ndrangheta
che è uno dei più interessanti che ci sia, viene studiato dagli
antropologi come un nuovo fenomeno, dice ma perché? Perché siccome nella
‘ndrangheta la cosca coincide con la famiglia, se tu ti penti devi
denunciare papà, mamma, fratello, marito, figli, e questo sta accadendo.
Sta cambiando la società al sud, sta nascendo una società migliore, più
grande, corretta, più grande d’animo, che sta imponendo regole civili a
una parte importante e martoriata del paese.

Fonte:  http://www.beppegrillo.it/2013/11/passaparola_il_4.html.

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