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MUOS, il TAR respinge il ricorso della Difesa

Il Tribunale amministrativo di Palermo dà ragione alla Regione Sicilia: legittima la revoca delle autorizzazioni per l’impianto Usa. Gli attivisti festeggiano.

MUOS, il TAR respinge il ricorso della Difesa

Redazione

10 Luglio 2013 - 08.54


di Perla Maria Gubernale e Salvo Catalano.

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Il Tribunale amministrativo di Palermo ha dato ragione alla Regione
Sicilia: la revoca delle autorizzazioni per l’impianto Usa è legittima,
il cantiere alla base statunitense rimarrà bloccato. Oggi i giudici
hanno acquisito anche la relazione del docente de La Sapienza Marcello Amore, che sottolinea l’incompletezza delle analisi esistenti. Gli
attivisti festeggiano, caroselli di auto a Niscemi e mamme di ritorno da
Palermo in trionfo. Ma i comitati rilanciano: Â«Se i lavori
continueranno, attueremo il blocco totale».

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Regione e attivisti uno, Ministero della Difesa e Usa zero.
Il Tar di Palermo ha respinto il ricorso presentato dal Ministero
contro la revoca delle autorizzazioni per la realizzazione del Muos di
Niscemi, decisa dal governo Crocetta lo scorso marzo. Â«E’ una grande
vittoria, non è una notizia da niente. Evidentemente le nostre
motivazioni erano fondate». Il governatore della Sicilia ha commentato
così a caldo la notizia. Mentre a Niscemi caroselli di auto e bandiere
No Muos hanno invaso le strade. Col pullman del comitato delle mamme, di
ritorno da Palermo, che ha festeggiato a colpi di clacson e il coro:
«Abbiamo vinto».

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Un responso che tutte le parti in causa aspettavano con ansia, dopo il doppio slittamento del 10 maggio e
del 6 giugno. Soddisfatti gli attivisti che dalla pagina Facebook del
presidio permanente esultano: «Una battaglia l’abbiamo vinta, il
cantiere resta fermo», ma promettono di non abbassare la guardia.
«Vinceremo anche la guerra, smantelleremo la base Usa pezzo per pezzo.
Speriamo – concludono – di non vedere operai lavorare nel cantiere
Muos, nel caso siamo autorizzati dal Tar ad attuare un blocco legale
totale della base». Anche Massimo Zucchetti, docente
del Politecnico di Torino e consulente del Politecnico di Niscemi,
affida al popolare social network la sua reazione: «Il Muos resta
revocato ed il cantiere è abusivo, uno a zero e palla al centro. I
coloni siculi hanno buttato a mare la nave americana col the».

La Regione aveva iniziato l’iter per la revoca delle autorizzazioni lo scorso gennaio, dopo
il passaggio della gru che avrebbe dovuto alzare le parabole e le
violenti cariche contro gli attivisti che hanno cercato di impedirne il
passaggio
. Una procedura che è andata avanti fino alla revoca definitiva, avvenuta il 29 marzo. Un mese dopo, l’Avvocatura di Stato, per conto del Ministero della Difesa, ha impugnato la decisione davanti al tribunale amministrativo.
Oggi la decisione: la revoca è legittima. «Questo – ha sottolineato
Crocetta – mi dà più forza anche in vista dell’incontro previsto più
tardi con l’ambasciatore americano. Questa vicenda l’ho affrontata con
coraggio, fin dall’inizio e non è stato facile. Mi sono trovato contro gli Stati Uniti d America e lo Stato italiano». Quindi annuncia una novità, che, a suo dire, potrebbe essere risolutiva della vicenda: «Sul Muos abbiamo un disegno di legge quasi pronto
e questa cosa ci consentirà di risolvere normativamente la questione».
 Il Tar di Palermo nelle prossime settimane dovrebbe tornare
sull’argomento per esprimersi sull’altro ricorso del Ministero sul
merito della realizzazione dell’impianto Usa e sulla richiesta di
risarcimento – 25mila dollari per ogni giorno di stop dei lavori – della
Difesa nei confronti della Regione Sicilia.

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Nei giorni scorsi era stato reso noto il parere del perito Marcello D’Amore, docente dell’università La Sapienza di Roma, realizzato su incarico del Tar di Palermo, che ha nominato l’ateneo romano come perito super partes. Analisi da cui emergono due punti chiave: tutti gli studi effettuati fino ad ora sono incompleti e le misurazioni fatte negli ultimi anni dall’Arpa Sicilia sulle antenne di contrada Ulmo sono risultate in numerosi casi superiori ai limiti di legge.
Secondo il docente, inoltre, «il campo elettromagnetico irradiato dal
Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte; interferenze
elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture
aeroportuali (in particolare l’aeroporto di Comisi) e aeromobili;
effetti sulla biocenosi e sulla fauna del sito d’importanza Comunitaria Sughereta di Niscemi».

Il parere di D’Amore – che risulterebbe incongruente con i dati diffusi nelle ultime settimane dall’ambasciata statunitense (anche in occasione della visita dei giornalisti alla base in contrada Ulmo)
e potrebbe riaprire la discussione sulla costruzione dell’impianto Usa
nella cittadina nissena – inizialmente era stato preso in considerazione
solo nell’ambito di uno dei tre procedimenti che pendono davanti al Tar di Palermo in merito alla vicenda del Muos: quello che riguarda il ricorso del Comune di Niscemi contro la Regione Sicilia per il rilascio delle autorizzazioni per la costruzione.

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Ma stamattina l’analisi dell’ingegnere dell’ateneo romano è stata
acquisita dai giudici anche per i due ricorsi presentati dal Ministero
della Difesa che oggi aveva ribadito la sua ferma
posizione: Â«L’Avvocatura di Stato ha reiterato la richiesta di sospensiva della revoca per proseguire i lavori senza però mettere in funzione l’antenna,
con le parabole a terra», spiega l’avvocato degli attivisti Sebastiano
Papandrea. Richiesta a cui però i legali del coordinamento dei comitati
No Muos si sono opposti. «Non ha senso completare un impianto che in
primo luogo non è autorizzato e che non dovevano neppure cominciare ad
istallare, e in secondo luogo potrebbe dover essere totalmente
smantellato».

Anche oggi un gruppo di mamme ha raggiunto la sede del Tribunale
amministrativo palermitano per un sit-in. Mentre i rappresentanti del
coordinamento dei comitati, insieme ai legali, hanno tenuto una conferenza stampa a Palermo in cui, oltre ad esporre quello di cui si è discusso davanti ai giudici, hanno illustrato il contenuto di una petizione lanciata da un gruppo di associazioni, all’indirizzo del Ministero dell’Interno, per chiedere il trasferimento del Prefetto e del Questore di Niscemi in merito ai «gravi atti repressivi
perpretrati dalla polizia nei confronti degli attivisti No Muos»,
spiega Papandrea. In particolare, la lettera si riferisce agli episodi dello scorso 19 giugno,
quando «gli attivisti che chiedevano di parlare con i giornalisti in
visita all’interno della base di contrada Ulmo sono stati multati per
blocco stradale con sanzioni che vanno da 2.500 a 10mila euro
», sottolinea il legale, secondo cui si tratta di «uso illeggittimo del potere, che viola il diritto di manifestare liberamente» e annuncia che il documento sarà depositato a breve presso le autorità competenti.

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Fonte: http://ctzen.it/2013/07/09/muos-il-tar-respinge-il-ricorso-della-difesa-petizione-dei-comitati-contro-atti-repressivi/.

 

 
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