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Donald Trump afferma la sua autorità sui suoi alleati

Quel che è appena accaduto in Siria non ha alcun legame né con la presentazione che vi è stata fatta, né con le conclusioni che se ne sono tratte [Thierry Meyssan]

Donald Trump afferma la sua autorità sui suoi alleati

Redazione

7 Aprile 2017 - 17.19


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«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di
politica internazionale n°232

di Thierry Meyssan.

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Non fatevi
ingannare dai giochi diplomatici e dalla copertura informativa dei grandi
media. Quel che è appena accaduto in Siria non ha alcun legame né con la
presentazione che vi è stata fatta, né con le conclusioni che se ne sono
tratte.

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DAMASCO (Siria) – Alla mattina del 7 aprile, gli Stati
Uniti avrebbero lanciato 59 missili da crociera dal Mediterraneo per
distruggere la base aerea militare siriana di Sha”irat. Si tratterebbe di un
atto unilaterale mirante a sanzionare un attacco con armi chimiche da essi attribuito
all’esercito arabo siriano.

Stupefatti per via dell’ampiezza dell”azione statunitense,
tutti i commentatori traggono le conclusioni di una giravolta a 180 gradi
dell’amministrazione Trump sulla questione siriana. La Casa Bianca avrebbe
finalmente adottato la posizione della sua opposizione statunitense e dei suoi
alleati britannici, francesi e tedeschi.

Davvero?

La realtà non corrisponde
alla comunicazione

Dei missili da crociera statunitensi hanno attraversato senza
intralci la zona controllata dalla nuova arma russa che permette di inibire le
comunicazioni e i comandi della NATO. Secondo il generale Philip Breedlove, a suo
tempo comandante supremo della NATO, questa arma ha permesso alla Russia di
ottenere un vantaggio rispetto agli Stati Uniti in termini di guerra
convenzionale. Essa avrebbe dovuto perturbare i sistemi di guida di questi
missili. Non ha funzionato, che ciò sia perché il Pentagono ha alla fine
trovato una risposta tecnica, o che sia perché è stata disattivata dalla
Russia.

La difesa antiaerea siriana include degli S-300
controllati dall’esercito arabo siriano e degli S-400 serviti dall’esercito
russo. Queste armi sono ritenute in grado di intercettare missili da crociera, benché
questa situazione non si sia finora mai presentata in fase di combattimento. Si
tratta naturalmente di armi ad azionamento automatico. Non hanno neanche
funzionato. Nessun missile antimissile è stato lanciato, né da parte
dell”esercito russo, né dall”esercito siriano.

Quando i missili da crociera statunitensi hanno colpito
il loro bersaglio, hanno trovato una base militare quasi vuota, appena evacuata.
Avrebbero quindi distrutto l”asfalto, i radar e velivoli da tempo fuori uso,
capannoni e case. Tuttavia, hanno fatto una decina di vittime, di cui 6 sono
morte.

Mentre nessun missile da crociera è stato ufficialmente
perso o distrutto, solo 23 su 59 hanno colpito la base di Sha”irat.

Che cosa significa questa
messa in scena?

Il Presidente Trump tenta sin dal suo avvento alla Casa
Bianca di cambiare la politica del suo paese, e di sostituire delle forme di
collaborazione agli scontri in corso. Sulla questione del “Medio Oriente
allargato”, ha preso posizione per la “distruzione” delle
organizzazioni jihadiste (e non per la loro “riduzione”, come evocava
il suo predecessore).

Nei giorni scorsi, ha riconosciuto la legittimità della
Repubblica araba siriana e dunque del mantenimento al potere del presidente
democraticamente eletto Bashar al-Assad. Ha ricevuto il presidente egiziano, il
maresciallo Abdel Fattah al-Sisi, un alleato della Siria, e si è congratulato
con lui per la sua lotta contro i jihadisti. Ha ristabilito un canale diretto
di comunicazione tra Washington e Damasco.

In ogni caso, il problema del presidente Trump è stato
quello di convincere i suoi alleati ad applicare la sua politica, qualunque investimento
avessero fatto per rovesciare la Repubblica araba siriana.

È certamente possibile che il presidente Trump abbia
fatto un voltafaccia in tre giorni alla sola vista di un video diffuso su
YouTube, ma è più probabile che la sua azione militare appena compiuta si
iscriva nella logica della sua azione diplomatica precedente.

Nel compiere l’attacco, il presidente Trump ha
soddisfatto la sua opposizione, che non potrà dunque opporsi alla prosecuzione
delle operazioni. Hillary Clinton ha appena fatto appello a bombardare la Siria
in risposta al presunto utilizzo di armi chimiche.

Donald Trump ha ordinato di lanciare missili da crociera
su una base quasi vuota dopo averne informato il mondo intero, compresa la
Russia e la Siria.

Damasco, nel sacrificare questa base e la vita di alcuni
uomini, gli ha dato l”autorità per condurre una vasta azione globale contro
tutti coloro che usano le armi chimiche. Ma fino ad oggi, gli unici utenti di
queste armi individuati dalle Nazioni Unite sono i jihadisti.

Daesh, altrettanto informata dell”attacco statunitense
(ma dai suoi sponsor britannici, francesi e tedeschi) ha immediatamente
lanciato un attacco a Homs ormai privo della base aerea.

Vedremo nei prossimi giorni come Washington e i suoi
alleati reagiranno all’avanzata dei jihadisti. Solo allora sapremo se la
manovra Donald Trump e la scommessa di Vladimir Putin e Bashar al-Assad
funzioneranno.

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