Invasione russa? Una figura da Cioccolatenko | Megachip
Top

Invasione russa? Una figura da Cioccolatenko

'Già smontata l''operazione mediatica quotidiana dell’Impero del Caos: niente invasione russa, ma ''errori di traduzione'' e foto assurde. [P. Escobar + G. Chiesa + P. Cabras]'

Invasione russa? Una figura da Cioccolatenko
Preroll

Redazione Modifica articolo

28 Agosto 2014 - 16.19


ATF

di Pepe Escobar
[con commento di Giulietto Chiesa e aggiornamento di Pino Cabras in coda all”articolo]
.

Moon of Alabama smonta tutta la bufala.
 

Eccoti servita la tua “operazione di
informazione”
quotidiana dell’Impero del Caos: il tutto avviene tramite un errore di traduzione” da parte dell’agenzia Reuters, poi distribuito
in tutto il mondo.  

Citazione dalla Tagesschau, il
massimo
telegiornale tedesco:  

«Sull”#Ucraina c”è
stato un errore di traduzione da parte dell’agenzia Reuters: secondo la correzione Poroshenko
non ha parlato di un”invasione».  

E poi cӏ il pezzo sensazionalista del New York Times
di oggi
.  

Moon of Alabama lo spiega bene: «Si
noti che un autore del pezzo del NYT è Michael Gordon, che, insieme a
Judith Miller, scrisse
i sensazionali reportage in merito alle prove sulle armi di distruzione di massa in Iraq.

L”attuale capo
della
NATO che sta promuovendo
la guerra contro la Russia, il sig. Foghadiguerra Rassmussen, ebbe a dire 11 anni fa: “L”Iraq possiede armi
di distruzione di massa.
Non è qualcosa che pensiamo, è qualcosa che sappiamo”.  

Queste persone e
le agenzie di stampa occidentali, ossia gli stessi soggetti che
hanno fatto la campagna promozionale sulle
le armi di distruzione di massa in Iraq, stanno ora asserendo che ci sia una “invasione” russa in Ucraina, pronti a ritrattare soltanto quando il danno è fatto. Guerrafondai. Tutti loro»

Giusto. Ho ricevuto una telefonata dall’emittente RT
poche ore fa a questo proposito, e
ne abbiamo discusso come di una mossa disperata da
parte di quel cioccolataio di Cioccolatenko. Ma per ora nessuno c’è cascato, tranne quei boccaloni dei grandi media USA (e italiani, NdT).

Fonte:
pagina Facebook di Pepe Escobar.

Traduzione
per Megachip a cura di Fanny Milazzo.

NOTA DI GIULIETTO CHIESA:

Poroshenko e le fonti occidentali stanno diffondendo la notizia che la Russia avrebbe invaso l”Ucraina. E” il ritornello ormai risaputo. La spiegazione è semplice: le forze governative sono in ritirata in tutta l”area. I ribelli del Donbass sono passati all”offensiva e stanno infliggendo gravissimi colpi alle forze di Kiev, con centinaia di soldati dell”esercito che defezionano o addirittura cercano rifugio nelle aree confinanti della Russia.
Né Poroshenko, né nessun altro ha fornito alcuna prova di un intervento militare russo. “Si dice”, “si suppone”.
Il fatto è che né Kiev, né l”Europa possono spiegarsi come mai l”esercito e la Guardia Nazionale di Kiev stanno perdendo la guerra. E preparano, evidentemente il terreno per chiedere l”intervento della NATO. Cioè accusano la Russia di intervento dall”esterno per giustificare in anticipo l”intervento dall”esterno della NATO.

AGGIORNAMENTO A CURA DI PINO CABRAS

La Repubblica annuncia le prove,
gente! Come sempre, del resto, quando devono pompare una certa
isteria bellica. 

Poi guardi le foto, e cӏ scritto in
piccolo e in inglese che «L”area
di dispiegamento e di addestramento si trova a circa 50 km a Est
del confine ucraino
»,
ossia in territorio russo.

Come se non bastasse, le diciture nelle
foto spiegano anche che quella è l”area di Rostov (nei pressi
della più grande città della Russia meridionale). 

Lì si stanno svolgendo massicce
esercitazioni: Mosca mostra i muscoli. Ma a casa sua. 

Direi che può bastare per aggiornare
lo stato di conclamata putrescenza del giornalismo italiano. 

Rimangono due foto satellitari. Anch”esse  come le altre, sono attribuite dalla
Nato a un”agenzia privata (ottima tecnica per poter fare marcia
indietro e lavarsene le mani). Quelle foto mostrano pochissimi mezzi
di artiglieria in territorio ucraino che potrebbero benissimo essere
ucraini o comunque conquistati dai ribelli alle migliaia di coscritti
che si sono arresi in questi giorni, proprio mentre a Kiev (e a
Washington) si ripassa la storia di Caporetto.

Insomma: prove zero. Fuffa tossica,
tanta. E il giornalismo italiano non ha nemmeno più una linea del
Piave.

Native

Articoli correlati