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Umberto Eco aveva ragione... a metà

'Il web è fatto dalle legioni di imbecilli di cui parlava Eco o c''è la nuova informazione? C''è un progetto politico in cui spendere le nostre consapevolezze? [Giulietto Chiesa]'

Umberto Eco aveva ragione... a metà

Redazione

3 Luglio 2016 - 17.46


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Risposta
di Giulietto Chiesa a Marco Valentini

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Caro Giulietto,

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seguo con molto interesse attraverso YouTube tutti
i dibattiti a cui lei partecipa. Ritengo affidabile e molto chiaro il suo
approccio alla narrazione dei fatti che negli ultimi anni si susseguono
freneticamente nel mondo. In un contesto globale sempre più interconnesso e
complesso, lei è forse l”unico analista che ha una visione completa e precisa
quanto più possibile degli eventi. Quello che manca nell”informazione mainstream infatti è la capacità, o la
voglia, di collegare i puntini come fa lei. Gli argomenti di politica
internazionale, vengono anche trattati, ma con pressapochismo e solo sull”onda
del momento.

Cӏ una sensibile escalation bellica nel Donbass?
E allora ecco che i talk-show
televisivi e gli editoriali dei giornali si occuperanno per una settimana di
Ucraina, dando notizie spesso false e tendenziose.

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Viene brutalmente decapitato un ostaggio da
miliziani dell”ISIS a Raqqa? Stesso meccanismo mediatico.

Poi, per mesi, cade tutto nel dimenticatoio,
almeno fino all”ennesimo attentato terroristico nel cuore dell”Europa.

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Con questo tipo di informazione ovviamente si
crea, volutamente, un”opinione pubblica isterica, disinformata e
pronta a credere anche agli asini che volano. Questo sistema mediatico ha
generato 3-4 categorie di pubblico: ci sono i più disinformati, quelli che al massimo ascoltano il telegiornale
delle 20, che possiamo catalogare come “quelli che buttiamogli l”atomica a
‘sti beduini”. Poi troviamo i
placidi progressisti
, “quelli che leggo Repubblica e mi guardo tutte le maratone di Mentana”, che alla
fine della fiera, di dove sta andando il mondo ne sanno quanto i primi. Grazie
al web sono nate poi altre due categorie, la maggioritaria delle quali,
purtroppo, è rappresentata da “quelli che è tutto un complotto degli ebrei, degli alieni e dei massoni”.
Questa massa di imbecilli frustrati è pronta a credere, che i morti degli
attentati non siano mai morti; che sia tutta una costruzione hollywoodiana; che
nel mondo esista una grande stanza nella quale ci sono i Rothschild and company
che, premendo un bottone, fanno accadere gli eventi etc. etc. A mio avviso
questa categoria, alimentata da blogger, youtuber e conferenzieri da strapazzo,
è la più pericolosa e dannosa per coloro i quali credono che i complotti ci
siano sì, ma che si tratta di ingranaggi molto più complessi e meno esoterici
delle varie farneticazioni di volta in volta proposte come verità assolute.

Lei credo appartenga ai divulgatori di controinformazione seria. Io credo di
appartenere alla categoria di opinione pubblica che ha come riferimento lei e
quei pochi che fanno informazione come lei, in definitiva alla quarta e più minoritaria categoria di
opinione pubblica
. Mi sembra di aver capito che nei suoi progetti ci sia
quello di creare una piattaforma
politica
, la più eterogenea possibile, senza giustamente preoccuparsi del
retroterra ideologico e culturale di chi voglia aderire, partendo da
un”iniziativa come la fuoriuscita
dell”Italia dalla NATO
. Per mia ignoranza non so se questo obiettivo sia
consentito dalla nostra Costituzione. A proposito della Brexit, ho letto che la
Costituzione italiana sancisce come non referendabili i trattati
internazionali. Approfitto di questo messaggio per ottenere una delucidazione a
riguardo, e le rinnovo la mia stima.

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Marco
Valentini

Caro Valentini,

grazie per la fiducia. La sua descrizione del
web (per meglio dire di quella parte del web che è comunque composta di persone
animate da qualche pensiero, che sono in ogni caso la piccola minoranza) è ahimè
attendibile. Purtroppo non per responsabilità di coloro che vagano nel grande
mare della menzogna e dell’inganno. Parafrasando Cristo: perdonali, perché non
sanno ciò che si fanno. La responsabilità è di coloro che hanno lasciato
degradare la cultura, l’istruzione. Che hanno affidato le menti delle ultime
generazioni nelle mani di faccendieri irresponsabili e immorali. Che hanno
tagliato le radici della nostra storia, annegandola nel gossip e nella lordura
delle pulsioni animali primordiali.

È un discorso lungo, che ho sviluppato
abbondantemente nei miei libri sulla Grande
Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne
, seguendo le orme di Guy Debord (La Società dello
Spettacolo). E da quarant’anni almeno è mancata una qualsiasi scuola,
educazione, formazione che si contrapponesse al degrado. Dunque quelli che lei
chiama imbecilli, nessuno ha mai cercato di farli rinsavire. E quelli che
leggono Repubblica, e il resto del mainstream, in media non sono molto al
di sopra. E spesso, nella loro indifferenza, nel loro cinismo, addirittura al
di sotto.

Per questo ho fondato Pandora tv:
per dare un segnale di riscossa. Piccolo, lo so bene. Ma spesso il segnale è un
segno di vita. Come un faro. Si può vedere anche da lontano. Lascia sperare.

Per quanto riguarda le sue domande
specifiche. Lei ha capito cosa credo sia necessario: costruire una forza di
opposizione al sistema. Io la chiamo una Grande
Alleanza Democratica e Popolare
. Cioè trasversale,
capace di parlare a tutti. Ovvio che non sarò io, da solo, a crearla. Ma tutto
quello che faccio va in questa direzione. Tutte le altre non mi interessano, o
mi interessano solo quando possono essere orientate in quella direzione.

Per quanto concerne la NATO, la creazione del
CNGNN (Comitato No Guerra No NATO) è
il punto di partenza, per me, di questo progetto. So bene che andiamo contro
corrente. So bene che milioni di italiani non sanno neppure cosa sia la NATO.
Non mi faccio illusioni. Ma sono convinto che questa piramide di guerra debba
essere abbattuta, e che possa essere abbattuta. Il primo passo è fare in modo che molti, milioni, sappiano.
Poi decideranno.

È vero, come lei scrive, che la nostra Costituzione non consente la messa in
discussione dei trattati internazionali cui il governo e il parlamento hanno
aderito. Lo scrissero, i nostri padri costituenti, perché pensavano che i parlamenti
sarebbero stati democraticamente eletti. Invece questi attuali parlamenti,
italiano ed europeo, sono ormai stati catturati dai padroni universali e non ci
rappresentano più. Dunque dovremo cambiarli e anche cambiare la Costituzione in
questo punto preciso. Ma lo faremo dopo
avere cacciato i lanzichenecchi
di Matteo Renzi, nel prossimo ottobre.

Giulietto
Chiesa

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