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Irreversibile, architetto?

'Il portavoce No-Tav Luca Giunti scrive all''architetto Mario Virano, presidente dell''Osservatorio Tav. '

Irreversibile, architetto?

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14 Novembre 2013 - 12.17


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di Luca Giunti

Dal TgR Piemonte, martedi 12 novembre 2013:

«Chiunque ha visto oggi in cantiere la macchina, la talpa, si rende conto che al di là di quelle che possono essere le opinioni, eh, si è reso conto della irreversibilità dell’opera». Parole dell”architetto Mario Virano, presidente dell”Osservatorio Tav.

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Dizionario Treccani: irreversìbile, aggettivo detto in genere di qualsiasi cosa che non può essere invertita, rispetto al movimento, all’equivalenza, al rapporto logico, ecc.: moto, direzione, processo, sviluppo, per leggi storiche irreversibili. Usato in chimica, fisica, economia, meccanica, medicina, filosofia.

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Dunque, irreversibile come la Salerno-Reggio Calabria, che ingoia da cinquant’anni milioni di soldi pubblici, senza restituirli in un’opera utile e compiuta. Come le “decisione irrevocabili” che Mussolini annunciò il 10 giugno 1940, spedendo il paese in una guerra devastante e perduta. Come l’inchino del capitano Schettino o il dentifricio fuori dal tubetto. Come una bocciatura a scuola o la calvizie. Irreversibile come le verginità perdute o l’arrosto bruciato. Come il calzino rosso nella lavatrice di bianco o la formattazione del pc. Come la merda dal culo o una scoreggia nello spazio di bossiana memoria. Come il consumo dei combustibili fossili e i cambiamenti climatici.

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Irreversibile come il decadimento radioattivo dell’uranio nelle rocce d’Ambin morsicate dalla talpa ormai irrefrenabile. Come la reazione nucleare a catena che ha spianato Hiroshima e Nagasaki, o come lo strategico piano “R” del generale Ripper nel [i]Dottor Stranamore[/i] di Stanley Kubrick. Come il doppio fallo nel tennis, due poker di sette a pinnacola, il rigore di Baggio nel 1994.

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Irreversibile come l’entropia, come l’estinzione dei dinosauri, della tigre dai denti a sciabola, del dodo. Come l’Alzheimer, come un cancro non curato, come il mesotelioma provocato dall’amianto, quello che la talpa inarrestabile sveglierà dalle rocce della val Susa. Irreversibile come la diossina a Seveso, i fanghi dell’ACNA a Cengio, i metalli pesanti a Taranto, i rifiuti tombati in Campania. Come il consumo di suolo in Italia, con il deserto biologico che irreversibilmente asfalto e bitume producono. Come la sterilizzazione, come l’odioso numero tatuato dai nazisti sul braccio dei deportati. Come il coma, lo stupro, l’omicidio. Come la forca e la ghigliottina. Irreversibile come la morte.

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L’elenco potrebbe continuare a lungo. Ognuno può aggiungere esempi divertenti o tragici, tutti inesorabilmente negativi. Per ora fermiamoci qui, con l’ultima analogia: irreversibile come il Titanic, architetto?

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Luca Giunti, valsusino reversibile.

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