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Tra Tsipras e Grillo, stavolta scelgo Alexis

'Paolo Bartolini sceglierà L''Altra Europa di Tsipras: ''Un progetto complessivo di respiro europeo, ottimi candidati conosciuti a livello locale''.'

Tra Tsipras e Grillo, stavolta scelgo Alexis

Redazione

7 Aprile 2014 - 23.59


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Tra
Tsipras e Grillo: questo il mio orientamento per le europee 2014

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di
Paolo Bartolini
.

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Sta
iniziando la campagna elettorale per queste elezioni europee. Mai
come adesso la politica, squalificata da una classe dirigente
impresentabile, ha richiesto dedizione e passione. Servono idee,
servono persone per portarle avanti e serve il coraggio di tirarsi
fuori da una dialettica soffocante: quella che vorrebbe l’Europa
irriformabile in un senso o nell’altro. 

Per alcuni non va
minimamente messa in questione l’architettura liberista
dell’Unione; per altri non c’è via di scampo dentro questa
Europa, bisogna uscirne e frantumare la moneta unica. 

Dynamic 3
Come spesso
accade queste sono posizioni speculari, l’una sostiene l’altra
senza accorgersene. Sulla scena politica ci sono oggi solo due forze
che potrebbero modificare gli equilibri esistenti. La prima – per
la quale notoriamente propendo – è L’Altra Europa con Tsipras,
l’altra – a cui non ho mai negato un sostegno critico negli
ultimi due anni – è il Movimento 5 Stelle

Due sono i punti che mi
fanno guardare con maggior fiducia e interesse alla Lista Tsipras: 

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1)
l’orizzonte europeista che la caratterizza fin dalla nascita (un
orizzonte che riconosce la necessità di trasformare radicalmente
l’Unione salvaguardando il progetto comune di un’Europa solidale
finalmente capace di contare qualcosa nello scacchiere internazionale
oggi dominato dall’Impero americano in declino e da nuovi attori
globali come Russia, Cina e Brasile); 

2) la qualità di molte (non
tutte) le candidature presentate. 

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L’Altra Europa è una forza di
sinistra che, finalmente, sembra aver riconosciuto la follia della
crescita a tutti i costi e punta alla costruzione democratica di un
modello alternativo di convivenza. Questo passaggio chiave include
l’esigenza, irrimandabile, di una ridistribuzione della ricchezza e
di nuove politiche per l’occupazione. Riconversione ecologica,
rinegoziazione del debito, lotta all’austerity, revisione profonda
dei trattati europei,
rifiuto del TTIP (il partenariato
transatlantico per il commercio e per gli investimenti), sono solo
alcune parole d’ordine di un programma – quello di Tsipras e
della Sinistra Europea – che ha il pregio di essere molto chiaro. 

Chiarezza che manca, a mio avviso, al Movimento 5 Stelle, sebbene
numerosi siano i punti di contatto sul piano delle rivendicazioni
anti-austerity. 

Il MoVimento oggi sa di essere l’ago della bilancia
e non riesce a decidersi: ripiegherà su posizioni anti-euro o
accetterà la sfida di lavorare in Europa per modificare i rapporti
di forza nelle istituzioni e nella società, senza per questo
compromettere il progetto europeo originario? Non è dato sapere. 

Nel
frattempo i candidati alle europee del M5S emergono da elezioni
online che lasciano ancora a desiderare
. I candidati non sono mai
stati il punto di forza di questo straordinario movimento di
opposizione e di opinione. Va però detto, a onor del vero, che la
Lista Tsipras ha fatto i suoi errori (ad esempio i criteri
rigidissimi per la selezione dei candidati) e non riesce ancora a
parlare ad un pubblico così vasto come quello raggiunto negli anni,
con impegno e merito, da Beppe Grillo e i suoi ragazzi. 

Ecco dunque
un paradosso: c’è da una parte chi ha un ampio bacino elettorale,
il carisma e l’onestà di non essere mai sceso a compromessi con la
Casta; dall’altra parte c’è chi ha un progetto complessivo di
respiro europeo, ottimi candidati conosciuti a livello locale (penso
qui a Riccardo Petrella, Tonino Perna, Francuccio Gesualdi, Roberto
Mancini
e diversi altri) e la voglia di ridare alla politica un tono
meno aggressivo e urlato, parlando più al cuore e alla testa degli
elettori che al loro epigastrio. 

Se le elezioni fossero quelle
nazionali sarei veramente incerto su chi votare. Ma credo che a
livello europeo servano parole chiare senza alone di equivocità.
L’Unione va cambiata profondamente, ma non possiamo permetterci di
tentennare in attesa del prossimo sondaggio. Qualcuno che la
rivoluzione l’ha fatta ha detto meravigliosamente: “
Sia
invece il vostro parlare
sì,
sì;
no,
no;
il di più viene dal maligno
”.
Ecco perché voterò con entusiasmo la Lista L’Altra Europa con
Tsipras.

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