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Perché la Francia vuole rovesciare la Repubblica araba siriana?

Certi leader francesi vogliono ricolonizzare la Siria. Una posizione anacronistica e criminale che rende la Francia uno Stato sempre più odiato nel mondo. [Thierry Meyssan]

Perché la Francia vuole rovesciare la Repubblica araba siriana?

Redazione

12 Ottobre 2015 - 19.20


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«Sotto i nostri
occhi» – Cronaca di politica internazionale n°149

di Thierry Meyssan.

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Tornando
alla storia della colonizzazione francese della Siria e confrontandola con
l”azione dei presidenti Sarkozy e Hollande, Thierry Meyssan rivela la volontà
di alcuni attuali leader francesi di ricolonizzare il paese. Una posizione
anacronistica e criminale che rende la Francia attuale uno Stato sempre più
odiato in tutto il mondo.

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NELLA FOTO in
alto:
Nicolas
Sarkozy e David Cameron mentre firmano gli accordi di Lancaster House.
Ribadiscono, un secolo dopo, l”entente
cordiale
degli accordi Sykes-Picot.


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DAMASCO (Siria)  –  Oggi la Francia è la principale potenza che fa
appello al rovesciamento della Repubblica araba siriana. Mentre la Casa Bianca
e il Cremlino negoziano in segreto sulla maniera di sbarazzarsi dei jihadisti,
Parigi continua ad accusare il “regime di Bashar» (sic) di aver creato Daesh e a dichiarare che dopo aver rimosso
l”Emirato Islamico sarà necessario rovesciare la “dittatura alauita”
(ri-sic). La Francia è pubblicamente
sostenuta da Turchia e Arabia Saudita, e sottobanco da parte di Israele.

Come spiegare questo posizionamento perdente mentre la Francia non ha alcun
interesse economico né politico in questa crociata, intanto che gli Stati Uniti
hanno cessato di addestrare i combattenti contro la Repubblica e mentre la
Russia sta ora riducendo in cenere i gruppi jihadisti?

La maggior parte dei commentatori hanno giustamente sottolineato i legami
personali del presidente Nicolas Sarkozy con il Qatar, sponsor dei Fratelli
Musulmani, e quelli del presidente François Hollande, pure lui con il Qatar, e poi
con l”Arabia Saudita. I due presidenti hanno fatto finanziare illegalmente
parte delle loro campagne elettorali da parte di questi Stati e hanno goduto di
tutti i tipi di servizi offerti dai medesimi. Inoltre, l”Arabia Saudita detiene
ora una parte non trascurabile delle imprese incluse nel CAC40 (principale
indice di borsa francese e uno dei più importanti del sistema Euronext, ndt), di modo che un suo disinvestimento
brusco causerebbe gravi danni economici alla Francia.

Vorrei citare qui un”altra ipotesi esplicativa: gli interessi coloniali di certi
governanti francesi. Per questo, è necessario fare un passo indietro nella
narrazione.



Gli accordi Sykes-Picot

Durante la Prima guerra mondiale, gli imperi britannico, francese e russo si
erano segretamente accordati per spartirsi le colonie degli imperi
austro-ungarico, tedesco e ottomano, una volta che questi saranno sconfitti. A
seguito di colloqui segreti a Downing Street, il consigliere del ministro della
guerra e superiore di “Lawrence d”Arabia”, Sir Mark Sykes, e
l”inviato speciale del Quai d”Orsay, François Georges-Picot, decisero di
spartirsi la provincia ottomana della Grande Siria, informando in merito lo
Zar.

Gli inglesi, il cui impero era economico, si impadronirono delle zone
petrolifere conosciute all”epoca nonché della Palestina per installare un
insediamento ebraico.

Il loro territorio si estendeva su quelli dello Stato di Palestina, di Israele,
della Giordania, dell”Iraq e del Kuwait odierni.

Parigi, che era divisa tra sostenitori e oppositori della colonizzazione,
ammetteva da parte sua una colonizzazione sia economica, sia culturale e
politica. Così si impadronì dei territori del Libano e della Piccola Siria
attuali, di cui quasi metà della popolazione a quel tempo era cristiana e di
cui si dichiarava il “protettore” dai tempi di Francesco I. Infine, i
luoghi santi di Gerusalemme e di Giovanni d”Acri dovevano essere
internazionalizzati. Ma in realtà, questi accordi non sono mai stati pienamente
attuati, sia perché gli inglesi avevano preso impegni contradditori, sia
soprattutto perché intendevano creare uno Stato ebraico per continuare la loro
espansione coloniale.

Mai le “democrazie” britannica e francese hanno discusso
pubblicamente di questi accordi. Avrebbero sconvolto i popoli britannici e sarebbero
state respinte dal popolo francese. Gli accordi Sykes-Picot furono rivelati dai
rivoluzionari bolscevichi che li scoprirono negli archivi dello zar. Essi provocarono
la furia degli arabi, ma i britannici e i francesi non reagirono alle azioni
dei loro governi.



L”idea coloniale francese

La colonizzazione francese iniziò sotto Carlo X con la conquista sanguinosa
dell”Algeria. Era una questione di prestigio che non fu mai convalidata dai
francesi e sfociò nella rivoluzione del luglio 1830.

Ma l”idea coloniale è apparsa in Francia soltanto dopo la caduta del
Secondo Impero e la perdita dell”Alsazia-Mosella.

Due uomini di sinistra, Gambetta e Jules Ferry, propongono di conquistare
nuovi territori in Africa e in Asia non potendo liberare l”Alsazia e Mosella
occupati dal Reich tedesco. Si uniscono agli interessi economici della destra legati
allo sfruttamento dell”Algeria.

Poiché la motivazione diversiva volta alla liberazione del territorio
nazionale non è molto gloriosa, gli amici di Gambetta e Ferry la rivestiranno con
un discorso di mobilitazione. Non si tratta di soddisfare gli appetiti
espansionistici o economici, bensì di “liberare dei popoli oppressi”
(sic) e di “emanciparli” dalle culture “inferiori”
(ri-sic). Il tutto suona assai più nobile.

All”Assemblea nazionale e al Senato, i sostenitori della colonizzazione
avevano creato una lobby per difendere i propri appetiti: il “Partito
coloniale”. Il termine “partito” non dovrebbe qui indurre in
errore, poiché non designa un partito politico, ma una scuola di pensiero trasversale
che riunisce un centinaio di parlamentari di destra e sinistra.

Vi si aggiunsero potenti uomini d”affari, militari, geografi e alti
funzionari, come François Georges-Picot. Se ben pochi si erano interessati alla
colonizzazione anteriormente alla Prima guerra mondiale, furono molto più
numerosi durante le due guerre mondiali… vale a dire, dopo la restituzione dell”Alsazia
e della Mosella. Il Partito coloniale, che non era altro che la versione di
allora del cieco capitalismo rivestito di ideologia dei diritti umani, tentò di
convincere la popolazione attraverso grandi manifestazioni come la sinistra
Esposizione coloniale del 1931 e raggiunse il suo apice con il Fronte Popolare di
Léon Blum nel 1936.



La colonizzazione della Piccola Siria

Dopo la guerra e la caduta dell”impero ottomano, lo Sharif Hussein delle
due moschee di Mecca e Medina proclamò l”indipendenza degli arabi. In
conformità con gli impegni di “Lawrence d”Arabia”, si proclamò
“re degli Arabi”, ma viene richiamato all”ordine dalla “perfida
Albione”.

Nel 1918, suo figlio, l”Emiro Faisal, proclama un governo arabo provvisorio
a Damasco, mentre gli inglesi occupano la Palestina e i francesi la costa
mediterranea. Gli arabi tentano di creare uno stato unitario, multi-confessionale,
democratico e indipendente.

Il Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, ha riconciliato il suo
paese con il Regno Unito intorno al progetto comune volto a creare uno Stato
ebraico, ma si oppone all”idea di colonizzare il resto della regione. Nel
lasciare la conferenza di Versailles, la Francia si fa concedere un mandato dal
Consiglio supremo interalleato per amministrare la sua area di influenza nel
corso della conferenza di San Remo. La colonizzazione aveva trovato un alibi giuridico:
si stava aiutando i Levantini a organizzare dopo la caduta degli Ottomani.

Le prime elezioni democratiche sono organizzate in Siria da parte del
governo arabo provvisorio. Esse consegnano la maggioranza del Congresso
generale siriano a dei cacicchi privi di vero colore politico, ma l”assemblea è
dominata dalle figure della minoranza nazionalista. È adottata una costituzione
monarchica e bicamerale. All”annuncio del mandato francese, il popolo si solleva
contro l”Emiro Faisal che ha deciso di collaborare con i francesi e i maroniti
del Libano che lo sostengono. Parigi invia delle truppe sotto il comando del
generale Gouraud, un membro del “Partito coloniale”. I nazionalisti
siriani gli muovono battaglia a Marjayoun, dove sono sgominati. La
colonizzazione ha inizio.

Il generale Gouraud prima separa il Libano -quando ha il sostegno del resto
dei Maroniti- dal resto della Siria che si sforza di governare dividendo e opponendo
i gruppi confessionali. La capitale della “Siria” è trasferita a
Homs, una piccola città sunnita, prima di tornare a Damasco, ma il potere
coloniale rimane basato in Libano, a Beirut. Una bandiera viene data alla
colonia nel 1932: si compone di tre strisce orizzontali che rappresentano le
dinastie Fatimidi (verde), Omayyadi (bianco) e Abbasidi (nero), simboli dei
musulmani sciiti per la prima e sunniti per le due successive. Le tre stelle
rosse rappresentano le tre minoranze cristiane, druse e alauita.

La Francia intende fare del Libano uno Stato maronita, poiché i maroniti
sono cristiani che riconoscono l”autorità del Papa, e della Siria uno Stato
musulmano. Non smetterà di combattere i cristiani della Piccola Siria, poiché in
prevalenza ortodossi.

Nel 1936 la sinistra accede al potere in Francia con il governo del Fronte
Popolare. Accetta di negoziare con i nazionalisti arabi e promette loro
l”indipendenza. Il sottosegretario di Stato per i protettorati del Maghreb e
per i mandati del Medio Oriente, Pierre Vienot, negozia l”indipendenza del
Libano e della Siria (come aveva cercato di fare per la Tunisia). Il trattato è
ratificato all”unanimità dal parlamento siriano, ma non sarà mai presentato da Léon
Blum -membro del “Partito coloniale” – al Senato.

Nello stesso periodo, il governo del Fronte Popolare decide di separare la
città di Antiochia dalla Piccola Siria, e propone di congiungerla alla Turchia,
cosa che sarà fatta nel 1939. In questo modo, Léon Blum intende sbarazzarsi dei
cristiani ortodossi il cui patriarca è titolare della sede di Antiochia e che i
turchi non mancheranno di reprimere.

Alla fine, è la divisione della Francia durante la Seconda Guerra Mondiale che
metterà fine alla colonizzazione. Il governo legale di Philippe Pétain cerca di
mantenere il mandato, mentre il legittimo governo di Charles de Gaulle proclama
l”indipendenza del Libano e della Siria, nel 1941.

Alla fine della seconda guerra mondiale, il governo provvisorio della
Repubblica applica il programma del Consiglio nazionale della Resistenza. Tuttavia
il “Partito coloniale” si oppone alle indipendenze dei popoli colonizzati.
L”8 Maggio 1945 vi è il massacro di Setif (Algeria) sotto il comando del
generale Raymond Duval, il 29 maggio è la volta di quello di Damasco sotto il
comando del generale Fernand Olive. La città è bombardata dalle forze aeree
francesi per due giorni. Gran parte del suk storico è distrutto. Perfino
l”emiciclo del Congresso del Popolo siriano viene bombardato.



Le ambizioni coloniali della Francia in
Siria dal 2011

Benché il presidente Nicolas Sarkozy avesse invitato il suo omologo siriano
Bashar al-Assad alle cerimonie del 14 luglio 2008 presso i Champs Elysées per
celebrare i suoi progressi democratici, sta negoziando con gli Stati Uniti e il
Regno Unito il rimodellamento del “Medio oriente allargato” nel
2009-10. La Segretaria di Stato Hillary Clinton lo convince a rilanciare il
progetto coloniale franco-britannico, sotto la guida statunitense: è la teoria della
“leadership da dietro le quinte”.

Il 2 novembre 2010, vale a dire prima della “Primavera araba” –
la Francia e il Regno Unito firmano una serie di documenti conosciuti come gli
accordi di Lancaster House. Se la parte pubblica indica che i due Stati metteranno
in comune le loro forze di proiezione (vale a dire le loro forze coloniali), la
parte segreta prevede di attaccare la Libia e la Siria, il 21 marzo 2011.
Sappiamo che Libia sarà attaccata due giorni prima dalla Francia, sollevando le
ire del Regno Unito che era stato così sorpassato dal suo alleato. L”attacco alla
Siria, per contro, non avrà mai luogo perché lo sponsor, gli Stati Uniti,
cambierà parere.

Gli accordi di Lancaster House sono stati negoziati per la Francia da Alain
Juppé e dal generale Benoît Puga, un sostenitore accanito della colonizzazione.

Il 29 luglio 2011, la Francia ha creato l”Esercito siriano libero (i “moderati”).
Contrariamente alla comunicazione ufficiale circa il suo capo, il colonnello
Riyadh al-Asaad, i suoi primi elementi non sono siriani, ma dei libici membri
libici di Al-Qa”ida. Riyadh al-Asaad è solo una copertura che ha il compito di dare
al tutto una vernice siriana. È stato scelto per la sua omonima con il
presidente Bashar Assad con il quale non ha alcun legame di parentela.
Tuttavia, ignorando che i due nomi non si scrivono allo stesso modo in arabo,
la stampa atlantista vede in lui il segno della “prima defezione
all”interno del regime.”

L”Esercito Siriano Libero (ESL) è inquadrato da legionari francesi, distaccati
dal loro corpo e messi a disposizione dell”Eliseo e del generale Benoît Puga,
il capo di stato maggiore privato del presidente Sarkozy. L”ESL riceve come
bandiera quella della colonizzazione francese.

Attualmente, l”ESL non è più un esercito permanente. Ma il suo marchio è
utilizzato puntualmente per le operazioni ideate dall”Eliseo e svolte da
mercenari provenienti da altri gruppi armati. La Francia continua a distinguere
jihadisti “moderati” e altri “estremisti”. Tuttavia non vi
è alcuna differenza di personale o di comportamento tra i due gruppi. È stato
l”ESL a dare inizio alle esecuzioni di omosessuali da buttare giù dai tetti
degli edifici. È stato ugualmente l”ESL a diffondere un video di uno dei suoi dirigenti
cannibali che mangiava il cuore e il fegato di un soldato siriano. L”unica
differenza tra moderati ed estremisti è la loro bandiera, quella della
colonizzazione francese o del jihad.



Nei primi mesi del 2012, i legionari francesi scortano i 3000 combattenti dell”ESL
a Homs, l”ex capitale della colonizzazione francese, per renderla la
“capitale della rivoluzione”. Si acquartierano nella borgata nuova di
Baba Amr e proclamano un Emirato islamico. Un tribunale rivoluzionario condanna
a morte più di 150 abitanti che erano rimasti nella zona e li fa sgozzare in
pubblico. L”ESL ha tenuto un assedio di un mese protetto da postazioni di tiro di
missili anticarro Milan messi a disposizione dalla Francia.

Quando il presidente François Hollande rilancia la guerra contro la Siria,
nel luglio 2012, conserva – fatto unico nella storia della Francia – il capo di
stato maggiore privato del suo predecessore, il generale Benoît Puga. Riprende
la retorica e l”atteggiamento coloniale. Così, dichiara che la Repubblica araba
siriana è una “dittatura sanguinaria” (è necessario perciò “liberare
un popolo oppresso”), e che il potere è confiscato dalla minoranza alauita
(è necessario pertanto “emancipare” i siriani da questa orribile
setta). Fa proibire ai rifugiati siriani in Europa di partecipare alle elezioni
che si tengono nel loro paese e decide al loro posto che il Consiglio nazionale
siriano -non eletto – sia il loro legittimo rappresentante. Il suo ministro
degli Esteri, Laurent Fabius, dichiara che il presidente democraticamente
eletto, Bashar al-Assad “non merita di stare sulla Terra”.



Le dichiarazioni di Valery Giscard d”Estaing

Lo scorso 27 settembre, l”ex presidente Valéry Giscard d”Estaing ha
concesso un”intervista di una pagina al quotidiano
Le Parisien/Aujourd’hui en France a proposito dei
rifugiati e dell”intervento russo contro i terroristi in Siria. Dichiara:
“Mi interrogo in merito alla possibilità di stabilire un mandato dell”ONU
sulla Siria, per un periodo di cinque anni.”

Mai l”ONU ha concesso un “mandato” sin dalla sua creazione.
Questa semplice parola rinvia agli orrori della colonizzazione. Mai più nessun
leader francese aveva così pubblicamente evocato l”ambizione coloniale francese
dai tempi dell”indipendenza dell”Algeria, 53 anni fa.

È importante qui ricordare che Geneviève, la sorella di François
Georges-Picot (proprio quello degli Accordi Sykes-Picot), sposò il senatore
Jacques Bardoux – membro del “partito coloniale”. La loro figlia, May
Bardoux, sposò a sua volta il presidente della Società finanziaria francese e coloniale,
Edmond Giscard d”Estaing, il padre dell”ex presidente francese.

Così, la soluzione del problema siriano, secondo il pronipote di un uomo
che ha negoziato con gli inglesi il mandato francese sulla Siria, è quella di
ricolonizzare il paese.

Thierry Meyssan, 11
ottobre 2015.

Traduzione a cura
di Matzu Yagi.

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