Due mondi distinti | Megachip
Top

Due mondi distinti

'gli USA han rifiutato che l’ONU collabori con le organizzazioni regionali che ricomprendono la Russia e la CINA. E'' un passo verso la netta divisione del mondo [T. Meyssan]'

Due mondi distinti
Preroll

Redazione Modifica articolo

8 Novembre 2016 - 18.51


ATF

«Sotto i nostri
occhi» – Cronaca di politica internazionale n°210

di Thierry Meyssan.

Giornale del cambiamento d”ordine mondiale

Nel corso di un’importantissima riunione del
Consiglio di Sicurezza – ignorata dalla stampa occidentale – tenutasi il 28
ottobre, gli Stati Uniti hanno rifiutato che l’ONU collabori con le
organizzazioni regionali che ricomprendono la Russia, e di fatto la Cina.
Rifiutando di lavorare con gli altri e, quindi, di ammettere che questi altri siano
suoi pari, Washington ha preso la strada di una divisione del mondo in due
sfere distinte e la fine della globalizzazione economica.

Nell’illustrazione in apertura

Gli Stati Uniti hanno rifiutato, il 28
Ottobre 2016, che le Nazioni Unite lavorino con la Organizzazione di Shanghai per
la Cooperazione, rappresentata dal suo Segretario Generale, il tagico Rashid
Alimov, sulla base del fatto che la Russia vi ha sede. L’OCS rappresenta oltre
il 40% della popolazione mondiale.

© UN Photo / Evan Schneider

DAMASCO (Siria) – Mosca ha convocato una riunione speciale del Consiglio di
Sicurezza il 28 ottobre 2016, per discutere della cooperazione tra l’ONU e le
organizzazioni regionali. L”ambasciatore Vladimir Churkin, che presiedeva allora
il Consiglio, aveva invitato i rappresentanti della Comunità degli Stati
Indipendenti (il russo Sergey Ivanov, CSI), dell’Organizzazione del Trattato di
Sicurezza Collettiva (il generale russo Nikolai Bordyuzha, CSTO) e
l”Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (il tagico Rashid Alimov, OCS).

I tre segretari generali hanno mostrato il lavoro delle loro
organizzazioni: la cooperazione tra gli Stati dell”ex Unione Sovietica per la
CSI, un”alleanza militare per la CSTO, e la cooperazione regionale nella
stabilizzazione dell”Asia centrale per quanto riguarda l’OCS. Essi hanno
sottolineato il loro contributo all’ONU nella lotta contro il traffico di droga
e contro il terrorismo; due temi che compongono l”unanimità della retorica
internazionale, mentre tutti sanno che questi flagelli sono creati e
controllati dagli Stati Uniti.

Se tutto era cominciato bene e gli ambasciatori membri del Consiglio di
sicurezza si felicitavano per questa aria fresca, la riunione è stata interrotta
di colpo dopo gli interventi degli ambasciatori dell”Ucraina e degli Stati
Uniti. Ansiosi di evitare che queste tre organizzazioni andassero a disturbare
il monopolio della NATO e dell”Unione Europea, hanno accusato la Russia di ogni
sorta di crimini e denunciato queste organizzazioni come strutture coperte intese
a nascondere l”espansionismo russo. L”ambasciatrice degli Stati Uniti ha
concluso che, date queste circostanze, non era possibile prendere in
considerazione alcuna forma di cooperazione dell’ONU con tali organizzazioni, compresa
la OCS, il che implica la stessa cosa con la Cina.

Qui troviamo la posizione tenuta dagli uni e dagli altri in occasione della
Conferenza di Ginevra 2: se tutti sono teoricamente uniti contro il terrorismo,
Washington non concepisce questo problema come una priorità, ma lo fa precedere
dalle esigenze del suo imperialismo. Solo che questa volta non ha attaccato la
Siria, ma ha schiaffeggiato la Russia e la Cina.

Il mondo paga così l”incertezza che circonda la lotta contro il terrorismo
dal 2001. Ricordiamo che il terrorismo non è un nemico, bensì un metodo di
combattimento utilizzato dai nemici.

Washington ha dunque chiuso l”unica porta di uscita che gli si era aperta.
L”amministrazione Obama rifiuta di riconoscere lo sviluppo della Russia, prima
potenza militare convenzionale, e della Cina, prima potenza economica. Rifiuta
di abbandonare l”organizzazione mondiale unipolare che è stato istituita a
partire dall’operazione “Desert Storm” nel 1991, e continua le sue
guerre nel Levante e in Ucraina per il solo scopo di tagliare le due vie di
approvvigionamento terrestre dalla Cina verso l”Europa occidentale.

Sapendo che la sua posizione è insostenibile a breve termine e che non auspica
la guerra mondiale, Washington si prepara a suddividere il mondo in due. Non
dovrebbe trattarsi di un ritorno alla guerra fredda, quando il mondo era uno,
anche se amministrato in due. Ma di una nuova struttura: da una parte un mondo
unipolare governato dai soli Stati Uniti, dall’altra degli Stati indipendenti e
non sottomessi che collaborano tra loro intorno a Russia e Cina, e il minor
numero di collegamenti possibili tra questi due mondi. Ciò implica la fine del
libero commercio globale, dell’Organizzazione mondiale del commercio, della
globalizzazione economica, e quindi un gigantesco passo indietro.

Se Washington persistesse in questa direzione, dovrebbe ritirarsi
militarmente dalla Siria e lasciare che vi tornasse la pace, tranne al confine
con l”Iraq, dove farà sì che resti spezzata la Via della seta. A causa degli
Stati Uniti questa volta, una barriera insormontabile dovrebbe abbattersi sul
mondo e dividere l”Umanità allo stesso modo in cui il Muro di Berlino aveva
spezzato la popolazione della ex capitale tedesca e diviso le sue famiglie per
quasi mezzo secolo. Questo renderà molto difficile per i siriani scappati all”estero
dai jihadisti tornare a casa e ricongiungersi con le loro famiglie. Sarà
impossibile per un occidentale andare in vacanza a Mosca, o acquistare computer
cinesi.

Thierry Meyssan, 8
novembre 2016.

Traduzione a cura
di Matzu Yagi.



Native

Articoli correlati